Nono Giovedì di Santa Rita, chi ci insegna a pregare?

Nessuno può dire: “Gesù è Signore” se non sotto l’azione dello Spirito Santo 

San Paolo, 1Cor 12, 3 

Nel 9° Giovedì di Santa Rita, attraverso il nostro percorso spirituale di avvicinamento alla Festa, vogliamo soffermarci non tanto su “cosa” chiedere nella preghiera, ma su “come” dovremmo pregare: nello Spirito, ovvero in accordo allo Spirito Santo, il “vero maestro che insegna a pregare”.

Veniamo, tra l’altro, dai giorni intensi della Pasqua, in cui i segni liturgici ci hanno ricordato che con la morte di Gesù abbiamo ricevuto in dono dal Padre lo Spirito Santo, che è l’amore che lega le tre Persone divine.

Lo Spirito, chiave della nostra felicità

Secondo Suor Maria Rosa Bernardinis, la nostra Madre Priora, “lo Spirito Santo è come un seme preziosissimo, che se coltivato e alimentato e coltivato e alimentato ci rende consapevoli di questo ineffabile mistero. In realtà lo Spirito è la nostra vera ricchezza, è la chiave della nostra felicità. I suoi Sette doni dobbiamo continuamente invocarli, perché la nostra vita porti i frutti di amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, fedeltà, mitezza, dominio di sé”.

Da parte sua Padre Pasquale Cormio, Rettore del Collegio “Santa Monica” di Roma, spiega come “nella vita della Chiesa e di ogni battezzato, la presenza dello Spirito sia imprescindibile: senza lo Spirito, non vi è unità nella Chiesa, manca la carità tra i fratelli e non è possibile essere rinnovati dai sacramenti; non si attua la conversione dei peccatori né si percorre un cammino di santità; inoltre non si riesce a pregare a partire dalla fede, dalla speranza e dalla carità”.

“La nostra professione di fede in Gesù Salvatore può compiersi solo se siamo abitati dallo Spirito – continua  –  Sul versante della carità, lo Spirito ci stringe in comunione con Dio e gli uni con gli altri. Dal punto di vista della speranza, fa nuove tutte le cose, ci rianima e apre al bene dopo che il peccato ci ha impigliato nelle sue reti”.

Lo Spirito è il Paraclito

“Lo Spirito santo deve essere invocato più e più volte perché ci disponga alla preghiera e ci conceda la forza di compiere la volontà del Padre – sottolinea il padre agostiniano –  illuminando la nostra mente, scaldando il cuore, facendoci prendere coscienza della nostra natura di figli amati da Dio. Lui è il Paraclito, ovvero l’ad-vocatus (= colui che chiamo vicino a me, in mia difesa), è il dono che unisce la nostra voce a quella del Figlio Gesù, perché il Padre ascolti ed esaudisca i suoi figli”. 

Lasciandoci guidare dallo spirito, diventiamo persone spirituali

Lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare, ma lo Spirito stesso intercede con insistenza per noi, con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa quali sono i desideri dello Spirito, poiché egli intercede per i credenti secondo i disegni di Dio 

Rm 8, 26-27 

Insiste Padre Cormio: “Il vero maestro che insegna a pregare è lo Spirito: senza il suo soccorso, a causa della nostra debolezza, noi non potremmo elevare la preghiera al Padre, nel nome di Gesù Cristo. Lo Spirito Santo sa quali sono le domande opportune e gradite a Cristo e al Padre. A Lui solo spetta il compito di ispirare le parole, di infondere nel cuore l’ardore spirituale, di perseverare con fervore senza mai essere sazio di pregare. 

“Ci sono situazioni in cui, obiettivamente, noi non sappiamo quale sia la cosa migliore da chiedere al Signore – commenta – in questa situazione lo Spirito intercede a nostro favore: Egli sa il progetto di Dio su di noi, cosa Dio vuole dare. Lasciandoci guidare dallo Spirito, diventiamo, giorno dopo giorno, persone spirituali, capaci di orientare ogni giorno la nostra vita e le nostre decisioni sulle indicazioni del Vangelo”.

Conclude la Madre Priora: “Apriamoci al dono dello Spirito, a questo soffio divino, dolce ospite dell’anima, dolcissimo sollievo, consolatore perfetto e pregherà in noi con gemiti inesprimibili perché nemmeno noi sappiamo che cosa è bene domandare. Sarà luce e gioia per la nostra vita, farmaco per le nostre ferite, forza nei momenti difficili.

GUARDA QUI LA MESSA DEL 9° GIOVEDì DI SANTA RITA

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