Nono Giovedì: Amare è un’arte che si impara da Dio

Non si può vivere senza amore, come non si può vivere senza l’aria e l’acqua. Sentirsi amati e ricambiare l’amore sono necessità di tutti ed è per tutti.  Eppure amare non è un istinto, come si potrebbe pensare, è un’arte che si impara dall’Amore che Dio nutre per noi e dal Vangelo. E solo così può essere messa al centro della vita familiare

Questo il senso della nostra riflessione sul 9° Giovedì di Santa Rita – ricorrenza che durante la Settimana Santa viene celebrata di martedì, – guidati come sempre da Padre Luciano De Michieli, Rettore della Basilica di Cascia e Suor Maria Rosa Bernardinis, Madre Priora del nostro monastero

Amare è rinunciare a se stessi per amore dell’altro

“L’amore è al centro della famiglia. È la ragione della sua nascita, ciò che la tiene in vita e la unisce, nonché il dono più prezioso da offrire a chi la incontra. Eppure, spesso, sembra che con la convivenza l’amore venga meno”, ci porta a riflettere Padre Luciano.

Proprio perché è un’arte che  “si sceglie e ci impegna, sebbene si sia tutti convinti, come dice Sant’Agostino, che ‘amare ed essere amati, null’altro conta nella vita’”.

“Oggi più che mai, appare difficile “vivere l’umiltà” nel rapporto, perché ognuno, in nome della propria autonomia e realizzazione personale, pone al centro se stesso, relegando l’altro in uno spazio residuale e ‘privo di ossigeno’ – continua il Rettore – Amare è rinunciare a se stessi per amore dell’altro e, quando ciò è reciprocamente agito, il premio è una vera, profonda e simbiotica unità. Non si può crescere e durare nell’amore se non si fa spazio e nutre l’altro”.

Le relazioni sane nascono dall’Alto

E come possiamo imparare ad amare? Possiamo farlo da Gesù, vero maestro dell’amare, e dal Vangelo; lontani dalla Sua guida nulla è possibile, neanche una solida e durevole relazione d’amore. Solo insieme a Lui possiamo costruire la casa sulla roccia e affrontare le tempeste della vita, vittoriosi e diffusori di luce.

Interviene la Madre: “Sentirsi amati e ricambiare l’amore sono necessità di tutti ed è per tutti. Perché? Perché Dio è Amore! E la misura d’amare di Dio, è senza misura, cioè infinita. ‘In Lui viviamo, ci muoviamo e siamo’. Da Lui nascono, crescono, fino alla loro pienezza le relazioni sane fondate sulla fiducia e il rispetto, che reggono: la coppia, la famiglia, la società. Senza di Lui, invece dei legami che intrecciano le relazioni, si edificano muri di pregiudizi, risentimenti, gelosie e invidie che innescano paura e diffidenza”.

L’esempio di Santa Rita

Così  ha hatto Santa Rita, che “ha trovato la via per comprendere l’amore di Dio in Gesù Crocifisso – sottolinea la claustrale –  e affidandosi a quest’amore ha reso possibile, nella sua vita tribolata, che l’odio fosse vinto con l’amore di Dio riversato nel suo cuore di donna, di sposa, di madre”.

Ribadisce Padre Luciano “Amare, costruendo e diffondendo amore è quanto ci racconta ogni momento di vita vissuta da Santa Rita: per amore si è sposata; per amore ha saputo impostare con il marito Paolo una vita familiare senza violenze; per amore ha generato due figli; per amore ha perdonato gli assassini di Paolo; per amore ha accettato la morte dei figli; per amore, lei vittima, ha riconciliato le belligeranti famiglie casciane; per amore ha chiesto a Gesù di portare sul suo corpo un segno della Sua passione, perché la croce di Cristo sanasse le tante famiglie divise e le tante vite vittime dell’odio”.

GUARDA QUI LA MESSA DEL 9° GIOVEDì DI SANTA RITA

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