Il Monastero Santa Rita da Cascia assegna il riconoscimento dedicato alla Fasce all’imprenditrice calabrese.
Madre Maria Grazia Cossu: «Fare impresa può significare anche generare futuro».
C’è un legame profondo tra la storia di Gloria Tenuta e la terra in cui ha scelto di tornare a costruire il proprio futuro. Un legame fatto di lavoro, responsabilità e capacità di trasformare le difficoltà in occasioni di crescita.
È anche per questo che il Monastero Santa Rita da Cascia ha scelto di assegnarle il Premio Madre Maria Teresa Fasce 2026, giunto alla sua quarta edizione. L’imprenditrice calabrese, Presidente e Amministratore Delegato di Gias, azienda di Mongrassano Scalo nella Valle del Crati, sarà premiata sabato 10 ottobre alle ore 16.15 nella Basilica Inferiore di Santa Rita.
A spiegare il senso della scelta è Madre Maria Grazia Cossu, Badessa del Monastero Santa Rita da Cascia:
«Gloria Tenuta incarna pienamente lo spirito con cui è nato il Premio Madre Maria Teresa Fasce: il coraggio di costruire, la capacità di trasformare le difficoltà in opportunità e la scelta di mettere il proprio lavoro al servizio delle persone e del territorio. La sua storia ci ricorda che fare impresa può significare anche generare futuro, creare possibilità e restituire valore alla propria comunità. È questa capacità di guardare lontano senza perdere il legame con le proprie radici che sentiamo profondamente vicina all’eredità di Madre Fasce».
Dall’intuizione del padre alla scelta di tornare in Calabria
La storia imprenditoriale di Gloria nasce dalla vicenda della sua famiglia. Il padre Antonio Tenuta, negli anni Settanta, si trovò davanti a un’intera produzione di pomodori rimasta senza acquirenti. Di fronte al rischio che il raccolto andasse perduto, cercò una strada diversa: conservare il prodotto attraverso il freddo.
Da quella necessità nacque un percorso di innovazione che portò anche allo sviluppo della pelatura del pomodoro a freddo, successivamente brevettata e diffusa nel mondo. La surgelazione divenne così non soltanto una risposta a una difficoltà, ma uno strumento per valorizzare la produzione agricola, ridurre gli sprechi e costruire nuove relazioni lungo la filiera.
Gloria ha raccolto questa eredità dopo aver compiuto un percorso lontano dalla Calabria. Dopo la laurea in Economia e Commercio a Bologna e un’esperienza professionale in una società di consulenza internazionale, ha scelto di tornare nella propria terra per affiancare il padre nell’impresa di famiglia.
Una scelta che nel tempo ha accompagnato la crescita di Gias, attraverso investimenti in tecnologia, nuove produzioni, certificazioni e internazionalizzazione. L’azienda ha sviluppato anche produzioni biologiche e ampliato la propria offerta, dalle verdure surgelate ai piatti pronti, arrivando oggi a lavorare circa 43 mila tonnellate di materie prime all’anno, trasformate in circa 300 prodotti.
Ma dietro ai numeri c’è soprattutto una realtà che rappresenta un’opportunità di lavoro in un territorio nel quale le occasioni occupazionali non sono sempre facili da creare: 90 addetti alla produzione stabilizzati, che nei mesi estivi arrivano a circa 300 con i lavoratori stagionali.
Gloria Tenuta: «Questo Premio è un incoraggiamento a proseguire il mio cammino»
È proprio questo intreccio tra impresa e territorio che rende significativo il riconoscimento. Gloria Tenuta accoglie però il Premio anche attraverso una dimensione più personale, legata alla figura di Madre Fasce e al luogo nel quale sarà consegnato.
«Questo Premio arriva in un momento intenso della mia vita e lo accolgo con emozione e gratitudine. È certamente più speciale rispetto ad altri riconoscimenti ricevuti, perché si ispira al lavoro di una persona consacrata e viene conferito in un luogo sacro. Lo sento non solo come un riconoscimento per ciò che ho fatto, ma anche come un incoraggiamento a proseguire il mio cammino, trovando nel lavoro e nell’impegno verso gli altri un senso sempre più autentico».
Sono parole che danno al Premio una dimensione ulteriore: non soltanto la celebrazione di un percorso già compiuto, ma un incoraggiamento a continuare a costruire, mettendo l’esperienza maturata al servizio delle persone e del territorio.
Dalla Calabria ai mercati internazionali, senza perdere le radici
Il legame con la Calabria rimane infatti uno degli elementi centrali della storia di Gloria Tenuta. La sua impresa è cresciuta aprendosi ai mercati internazionali — oggi Gias esporta anche negli Stati Uniti e in Giappone — ma mantenendo una forte relazione con la produzione agricola e con il territorio.
È questa capacità di tenere insieme radici e futuro, innovazione e responsabilità, impresa e comunità a incontrare i valori del Premio Madre Maria Teresa Fasce.
Un percorso che negli anni ha ricevuto anche altri importanti riconoscimenti: nel 2018 Gloria Tenuta è stata nominata Cavaliere del Lavoro della Repubblica, nel 2019 ha ricevuto il Premio Bellisario e nel 2024 ha accolto nella propria azienda il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Il Premio incontra i giovani del territorio
Il riconoscimento non si esaurirà però nella cerimonia di sabato.
Lunedì 12 ottobre alle 10.30, nella Sala della Pace, Gloria Tenuta incontrerà gli studenti degli istituti scolastici superiori del territorio, insieme a Madre Giacomina Stuani, Vicaria del Monastero Santa Rita e con la conduzione di Lucia Ascione.
Sarà un’occasione per portare la sua esperienza davanti ai giovani e parlare di lavoro, scelte, impresa, territorio e futuro. Una testimonianza che acquista un significato particolare proprio nel giorno della festa della Beata Maria Teresa Fasce: raccontare ai ragazzi che costruire il proprio futuro può significare anche scegliere di investire nelle proprie radici e trasformare ciò che un territorio offre in nuove possibilità.
Le giornate dedicate alla Beata Fasce saranno accompagnate dal Triduo di preparazione, dal Rosario meditato per la Pace di domenica 11 ottobre e dalla Celebrazione Eucaristica della festa, lunedì 12 ottobre alle 18, presieduta da Mons. Renato Boccardo, Arcivescovo di Spoleto-Norcia.
Il Premio a Gloria Tenuta si inserisce così nel cuore della festa di Madre Fasce come un incontro tra una testimonianza del passato e una storia del presente, unite da una stessa idea: il valore di un’opera si misura anche dalla capacità di generare futuro per gli altri.