“Anche in mezzo al deserto può succedere qualcosa di meraviglioso. Basta saper guardare”: il messaggio di Gloria Tenuta nel segno della Beata Fasce

Una storia d’impresa nata dalla terra, cresciuta insieme alla sua comunità e capace di guardare al futuro senza perdere di vista le persone.

È il messaggio che Gloria Tenuta ha condiviso con noi monache e con la comunità di Cascia, ricevendo il Premio Madre Maria Teresa Fasce 2026, sabato 12 ottobre.

Qualcosa di meraviglioso può succedere anche in mezzo al deserto, basta saper guardare

È il motto di Gloria Tenuta, presidente e amministratrice delegata di Gias, azienda calabrese nata dalle intuizioni del padre Antonio e cresciuta insieme al territorio della Valle del Crati.

Un motto che racconta anche il suo percorso: vedere possibilità dove altri incontrano difficoltà, avere il coraggio di rischiare e perseverare, senza dimenticare le proprie radici. Dopo aver studiato e lavorato lontano dalla Calabria, Gloria ha scelto di tornare nell’impresa di famiglia, contribuendo a svilupparla e a portarla sui mercati internazionali.

Ma il valore di questa storia non si misura soltanto nella crescita aziendale. In oltre cinquant’anni, l’impresa ha contribuito a trasformare la vocazione agricola del territorio, offrendo lavoro e opportunità a tante persone. «Ci dà orgoglio sapere che, grazie al lavoro, molti hanno potuto restare qui, imparare un mestiere, costruire una casa e una famiglia», ha raccontato Gloria a Cascia.

È questa la sua idea di impresa: una comunità, un «cerchio» in cui la crescita non può prescindere dalla dignità delle persone. Anche oggi, mentre le difficoltà economiche, i costi energetici e le trasformazioni del mercato mettono alla prova le aziende, Gloria continua a credere nell’innovazione, ma senza essere disposta a sacrificare la sostenibilità sociale. «La crescita non può essere a costo di qualsiasi cosa».

Nel segno della Beata Maria Teresa Fasce

È qui che la sua esperienza incontra quella della Beata Maria Teresa Fasce. La Madre aveva compreso che il benessere del Monastero non poteva essere separato da quello del territorio e della sua gente. Allo stesso modo, Gloria ha scelto di legare il futuro della propria azienda a quello della comunità in cui è nata.

Due storie diverse, unite dal coraggio di guardare oltre e dalla consapevolezza che costruire futuro significa anche rispondere ai bisogni degli altri. Un impegno che non elimina la fatica delle scelte, ma invita a non sentirsi soli nel difendere i propri valori.

A Cascia, il Premio ha così offerto non soltanto un riconoscimento, ma anche uno spazio di incontro e di riflessione su un modo più umano di fare impresa: capace di innovare senza perdere la propria storia, di crescere senza dimenticare le persone, di riconoscere nella responsabilità una forma concreta di amore verso il prossimo.

Un futuro da costruire insieme

Nel dialogo con i giovani, Gloria ha portato proprio questo messaggio: non sempre per realizzarsi è necessario partire; anche la propria terra può diventare luogo di opportunità e cambiamento. Occorrono coraggio, perseveranza e la capacità di reinventarsi, restando fedeli a ciò che conta.

È anche l’invito che arriva dall’eredità spirituale della Beata Maria Teresa Fasce: rimanere aperti ai bisogni dell’altro e scegliere con libertà e responsabilità la strada da percorrere.

Il Premio Madre Maria Teresa Fasce 2026 diventa così un’occasione per guardare all’economia da una prospettiva diversa, nella quale efficienza e umanità non siano in contrasto, e il successo non venga separato dal bene della comunità.

Perché, come ricorda Gloria, anche in mezzo al deserto può nascere qualcosa di meraviglioso. Basta saper guardare. E avere il coraggio di costruirlo insieme.

RIVIVI QUI IL PREMIO MARIA TERESA FASCE 2026

Iscriviti alla newsletter

Inserisci la tua mail per restare sempre aggiornato su tutte le novità e le iniziative del Monastero.