Quattordicesimo Giovedì: nell’umiltà la coppia si ritrova

“Lo scorso giovedì abbiamo riflettuto sulla solitudine della vedovanza o di chi, pur desiderandolo vivamente, non ha incontrato l’amore “giusto” con cui costruire.  In questo, ormai alle porte della Festa, vogliamo riflettere su una solitudine forse ancor più dolorosa e insostenibile, quella che può nascere all’interno della coppia”. Commenta così Suor Maria Rosa Bernardinis, Madre Priora del nostro monastero, nel presentare il tema di riflessione di questo 14esimo Giovedì di Santa Rita.

Si tratta di una solitudine, conseguenza non certo di un momento, ma “spesso di un lungo cammino in cui si fanno strada e crescono sfiducia, incomprensione, se non addirittura indifferenza e freddezza reciproche”.

I motivi della solitudine

Ma perché accade questo?

Secondo la Priora, “molto spesso ci si dedica poco tempo, non accorgendosi del reciproco cambiamento ed evitando di affrontare insieme le crisi e le difficoltà delle inevitabili prove e sfide della vita”.

“Uno dei motivi di questa solitudine è la routine, fare sempre le stesse cose, non distinguere i giorni feriali da quelli festivi”, interviene Padre Luciano, Rettore della Basilica di Cascia. “Oppure – continua – dare troppo importanza al proprio lavoro, dimenticando se stesso e l’altro”

Fare memoria

Per Padre Luciano “la soluzione più facile ma anche la più fragile è fare memoria di quel primo incontro che ha segnato in modo determinante l’inizio della relazione, “quell’attrazione fatale “, che ha portato allo scegliersi reciproco.

La via dell’umiltà

Secondo il Rettore, inoltre, “è importante che impariamo, e questo fa bene in tutte le relazioni, a essere umili. Della virtù dell’umiltà si parla poco nel nostro tempo, perché è male interpretata, mentre essa è il fondamento dell’amore. Chi è umile riconosce il proprio limite e accoglie quello dell’altro; sa chiedere scusa quando sbaglia e accoglie le scuse dell’altro senza stare a discutere, perché sa che attraverso l’amore dell’altro è stato amato da Dio e lo ricambia. Non si tratta di tacere sempre, ma di parlare al momento opportuno”.

L’esempio di Rita

Anche in questo caso, secondo la Priora, può venirci in aiuto l’esempio di “Rita che, nei primi anni di matrimonio, ha dovuto affrontare scelte difficili: l’irosità del marito e della sua famiglia di origine, nonché la violenza della società, alle quali sembrava fosse impossibile sottrarsi. Ma Rita non si è data per vinta, non ha taciuto fino a “scoppiare”, bensì, con infinita pazienza e altrettanta tenacia, ha saputo aiutare Paolo a riconoscere in sé le ragioni del bene e del Vangelo. Rita ci insegna così la via della pazienza, del dialogo e della preghiera per far in modo che nella vita di coppia le distanze non diventino incolmabili”.

GUARDA QUI LA MESSA DEL 14° GIOVEDì DI SANTA RITA

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