Una prova familiare, l’affidamento a Santa Rita e una grazia diventata segno di fede e speranza per un’intera comunità.
Parliamo di una testimonianza raccolta sul numero di settembre-ottobre della rivista di Santa Rita, «Dalle Api alle Rose»,scritta da Antonietta Medugno, che ha scelto di condividere con noi una storia personale di sofferenza, fede e gratitudine. Un racconto intenso, nel quale la devozione a Santa Rita si intreccia con una difficile prova familiare e con una grazia che, da dono ricevuto, è diventata motivo di speranza per tutta la comunità di Trentinara, in provincia di Salerno.
Una presenza che accompagna da sempre
Ci sono momenti nella vita in cui la paura sembra prendere il sopravvento e le parole non bastano più. È allora che la preghiera diventa affidamento, la fede si fa sostegno e la speranza continua a tenere accesa una luce nel cuore.
Per Antonietta, Santa Rita è da sempre una presenza speciale. Entrata nel suo cuore fin da ragazza, l’ha accompagnata negli anni come una guida discreta e costante, fatta di tenerezza, protezione e amore.
Un legame testimoniato anche attraverso piccoli gesti concreti, come la partecipazione annuale all’evento nazionale solidale delle Rose di Santa Rita, promosso dalla Fondazione del Monastero in tutta Italia. Insieme alla figlia e ad alcune amiche, Antonietta vive questo appuntamento come un gesto d’amore verso le persone più fragili e come segno di riconoscenza per le grazie ricevute.
Il giorno della prova: affidare tutto alla preghiera
Il 22 maggio 2025, giorno della festa di Santa Rita, Antonietta vive uno dei momenti più difficili della sua vita. Proprio quella mattina, sua figlia viene ricoverata per un intervento chirurgico che inizialmente sembra essere riuscito senza complicazioni.
Eppure, nel cuore della mamma, c’è una profonda inquietudine. Un impulso la conduce in chiesa, davanti all’immagine di Santa Rita, per affidarle la figlia e pregare.
Mentre Antonietta è raccolta in preghiera, arriva la notizia che cambia tutto: la figlia è stata riportata d’urgenza in sala operatoria a causa di una grave emorragia interna. Seguiranno un intervento molto complesso, trasfusioni, cure intensive e un lungo periodo di convalescenza.
Sono giorni e mesi segnati dalla sofferenza, dalla paura e dall’incertezza. In quel tempo così difficile, Antonietta sceglie di affidarsi completamente a Dio, chiedendo l’intercessione di Santa Rita. Anche quando non si riesce a comprendere il senso di ciò che accade, la preghiera può diventare una sorgente di forza e fiducia.
La guarigione e una promessa a Santa Rita
Con il passare del tempo, la situazione si risolve positivamente e la figlia guarisce. Una grazia che Antonietta custodisce con immensa gratitudine e che desidera condividere.
Durante quei giorni aveva fatto una promessa: insieme al marito e alla famiglia sarebbe andata per la prima volta in pellegrinaggio a Cascia e, al ritorno, avrebbe donato un’immagine di Santa Rita alla chiesa del proprio paese, Trentinara, perché tutti potessero trovare in lei una presenza amica a cui affidare le proprie sofferenze e le proprie speranze.
Il pellegrinaggio a Cascia diventa così un momento di profonda emozione. Davanti alla tomba di Santa Rita, Antonietta si raccoglie in silenzio, con il cuore colmo di pace e riconoscenza. Una sola parola racchiude tutto ciò che desidera esprimere: «Grazie».
Una reliquia, dono di fede per tutta la comunità
La promessa di Antonietta si trasforma in un dono che va oltre la sua famiglia. Nella chiesa di Trentinara, accanto all’immagine della Santa, oggi è custodita anche una sua reliquia, donata dal Monastero di Cascia.
Antonietta la considera un vero e proprio «miracolo nel miracolo»: un dono prezioso che non appartiene soltanto alla sua famiglia, ma diventa per tutta la comunità una sorgente di fede e speranza.
Il 22 maggio 2026, proprio nel giorno della festa di Santa Rita, la statua della Santa e la reliquia sono state accolte a Trentinara in un clima di profonda commozione e devozione. Ad accompagnare questo momento significativo erano presenti il parroco e padre Giuseppe Tesse, agostiniano, insieme a tanti fedeli riuniti nella preghiera.
Una giornata speciale, che Antonietta porterà sempre nel cuore e per la quale desidera ringraziare tutte le persone che, con sincerità e generosità, le sono state vicine e hanno contribuito alla realizzazione di questo sogno di fede.
Una speranza da condividere
Quella che era nata come una promessa familiare si è trasformata in un segno di fede per un’intera comunità: un invito a rivolgersi a Santa Rita nelle difficoltà, a non perdere la fiducia e a riconoscere nella preghiera una strada di speranza.
La storia di Antonietta ci ricorda che la grazia ricevuta non è mai soltanto qualcosa da custodire per sé. Può diventare un dono da condividere, una testimonianza capace di raggiungere altri cuori e di riaccendere la speranza in chi sta attraversando una prova.
Perché la luce della speranza non si spegne quando viene condivisa: diventa più forte e illumina il cammino di tutti.