Professione Solenne di Padre Gennaro Lione: “Vivo questo momento con forte sentimento di paternità”

Domani, sabato 2 marzo alle 12.00, vi invitiamo a vivere con noi monache e padri agostiniani di Cascia e d’Italia, la Professione Solenne nell’Ordine di Sant’Agostino di Padre Gennaro Maria Lione, che si terrà nella Basilica di Santa Rita a Cascia, anche in diretta streaming. Presiede la Celebrazione Eucaristica il Priore Provinciale dell’Ordine, Padre Giustino Casciano.

Festeggiamo insieme il dono di questo nostro confratello, a cui si stringe la nostra famiglia in questa gioiosa occasione di conferma e crescita nel cammino della vita e della fede, raccontandovi un po’ di lui e della sua vocazione.

Una vita per Dio, nata da radici forti

Padre Gennaro è nato a Cernusco sul Naviglio, nella provincia di Milano, nel 1976. “La mia infanzia – ricorda – è stata sempre vissuta all’interno della comunità parrocchiale, dove a 7 anni ho iniziato a fare il chierichetto. In me c’è stata sempre una grande devozione verso il Signore, fin da bambino. Tanto che a 11 anni chiesi ai miei genitori di poter andare in seminario, perché desideravo diventare sacerdote”.

Spinto dall’esperienza del servizio all’Altare, dall’esempio di tanti sacerdoti e parroci e appoggiato dalla famiglia, modello di umanità e di fede, Gennaro entra così in seminario. Il suo percorso formativo, però, procederà poi all’esterno, pur essendo partecipe di incontri comuni.

Gennaro cresce e la sua vita scorre “normale”, tra studi di ragioneria, servizio civile nelle Misericordie in provincia di Firenze e, poi, il lavoro come operaio-magazziniere e tre fidanzamenti. In questi anni, il desiderio del sacerdozio si affievolisce, pur mantenendo uno stretto legame con la realtà parrocchiale.

“Una chiamata nella chiamata”

Poi… “Il giorno di Pentecoste del 2002, durante l’Eucaristia, decisi di ritornare sui miei passi: guardando il sacerdote e guardami accanto alla mia fidanzata, ho sentito che il mio cuore era spinto lì. Abbandonai tutto, lavoro, fidanzata e anche la mia città”.

Si trasferisce a Ferrara, infatti, dove studia teologia e diventa sacerdote, nel 2009. “Nel mio percorso Diocesano, sono stato parroco per due volte, poi nel 2015 feci un ritiro proprio qui a Cascia, con Padre Vittorino Grossi. Sperimentare la vita fraterna e di comunione che avevo visto tra i frati mi colpì, tanto da rimettere in discussione la mia vocazione diocesana. Chiesi così al mio Vescovo di poter fare una prova nell’Ordine Agostiniano e, nonostante un primo no, feci i miei primi tre anni di prova a Tor Bella Monaca, Roma. Poi sono entrato nel quarto anni di pre-noviziato a Tolentino. Da lì, il noviziato a Pavia, dove ho emesso nel 2020 i miei primi voti. Dopo un altro anno a Tolentino, sono a Cascia da 3 anni come professo“.

Verso un nuovo percorso: tra comunità …

“Per me inizia un nuovo corso, bello, perché la vita comune è una cosa bella, che ti fa capire meglio come la Chiesa non è fatta da singoli ma da una comunità, che abbraccia tutti, fedeli laici e noi sacerdoti. E nella vita di comunità vedo la bellezza del Signore, soprattutto nella vita degli altri. Non vivi più per te: è un totale abbandono a Lui per il bene comune. Questo è il dono grande che il Signore mi sta facendo”.

Domani saranno tante le persone che si stringeranno attorno a Padre Gennaro, la sua famiglia e tutti coloro che lo hanno accompagnato finora, tra cui molti sacerdoti che non ci sono più e che lui porta nel cuore.

… e paternità

“Ripercorrerò nella consacrazione quelle che sono le virtù che Dio mi ha donato al mio Battesimo, perché la consacrazione è vivere ancora in modo più completo il proprio Battesimo.

E poi, anche se già da sacerdote ero “padre”, la paternità che mi offre questa giornata è ancora più forte, perché ci saranno tante persone verso le quali io dovrò essere padre. E questo mi fa sentire come se il Signore domani mi rigenera Padre e genera per me tante figlie e figli… perché il Signore non toglie nulla alla mia vita.

Spesso sentiamo dire “questi poveri preti, senza famiglia, senza affetti…”. Ecco non è così, perché il Signore quando dice che ci dà cento volte tante, in fratelli, sorelle, madri, padri, figli e figlie è verissimo… a me non manca l’affetto, non manca la paternità, che sento forte… e non mi ha tolto nulla di ciò che ogni essere umano può desiderare nella vita. Questo mi rende felice e mi fa vivere questo momento con grande emozione e responsabilità!”.

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PADRE GENNARO LIONE

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