La Natività di Maria ci ricorda che ogni nascita è una promessa

L’8 settembre la Chiesa celebra la Natività della Beata Vergine Maria, una festa che ci invita a guardare alla nascita di Maria come all’inizio di una storia destinata a portare nel mondo la luce di Cristo. La liturgia la presenta infatti come aurora della salvezza.

Ma una nascita è sempre anche una promessa. Ci ricorda che qualcosa può cominciare, crescere, diventare diverso da come oggi riusciamo a immaginarlo.

È un messaggio che può parlare profondamente a tutti noi, che guardiamo all’esempio di Santa Rita. La sua vita non è stata un percorso lineare: ha conosciuto la gioia e il dolore, il matrimonio e la maternità, la perdita e la solitudine, fino alla scelta della vita religiosa. E in ogni passaggio ha saputo affidarsi a Dio, lasciando che anche dalle ferite potesse nascere qualcosa di nuovo.

Quante volte anche nella nostra vita abbiamo bisogno di rinascere?

In una relazione, nella speranza, nella fiducia, nel desiderio di ricominciare. A volte pensiamo che una situazione sia ormai conclusa, che una ferita non possa guarire, che non ci sia più nulla da aspettare. E invece la fede ci insegna a riconoscere che Dio può aprire strade nuove proprio dove noi non le vediamo.

Maria Bambina, nel giorno della sua nascita, ci ricorda proprio questo: la storia della salvezza comincia anche da ciò che è piccolo, nascosto, apparentemente fragile.

Affidiamoci allora a Maria e a Santa Rita, chiedendo loro di accompagnare le nostre “rinascite”: quelle che attendiamo, quelle che non riusciamo ancora a vedere e quelle che, forse, stanno già germogliando nella nostra vita.

Perché ogni nuovo inizio, quando è affidato a Dio, può diventare una promessa di speranza.

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