La Basilica di Santa Rita, il sogno di Madre Fasce diventato realtà

Dalla prima intuizione alla consacrazione del Santuario che oggi accoglie pellegrini da tutto il mondo

La Basilica di Santa Rita da Cascia non è soltanto uno dei luoghi di culto più amati d’Italia. È il frutto di un sogno coltivato per oltre vent’anni dalla Beata Maria Teresa Fasce, una donna capace di trasformare la devozione a Santa Rita in un’opera destinata a segnare per sempre la storia di Cascia.

La vicenda della costruzione della Basilica assomiglia a un vero romanzo: un intreccio di speranze, ostacoli, polemiche, problemi burocratici, difficoltà economiche e inattesi colpi di scena. Una storia nella quale emerge tutta la determinazione della Madre Fasce, sostenuta da una fede incrollabile e dalla certezza che quell’opera fosse voluta dalla Provvidenza.

Il sogno nasce nel 1925

L’idea di costruire un nuovo grande santuario dedicato a Santa Rita venne lanciata pubblicamente nel giugno del 1925 sulle pagine della rivista Dalle Api alle Rose, il bollettino che Madre Fasce aveva fondato pochi anni prima per far conoscere la santa di Cascia nel mondo e raccogliere fondi per le opere del monastero.

La canonizzazione di Santa Rita aveva infatti aumentato enormemente il numero dei pellegrini. La piccola chiesa del monastero non era più sufficiente ad accogliere tutti i fedeli che arrivavano a Cascia da ogni parte d’Italia e del mondo. Madre Fasce comprese che era giunto il momento di pensare in grande: serviva una nuova Basilica che potesse custodire degnamente la devozione verso la Santa degli impossibili.

Anni di difficoltà e battaglie

Tra il progetto e la sua realizzazione si aprì però un lungo periodo di difficoltà.Si susseguirono discussioni sulla scelta dell’architetto, modifiche ai progetti, problemi con le autorità civili e religiose, contrasti burocratici e questioni economiche. La stessa Madre Fasce fu costretta a difendere più volte la propria visione e a cercare mediazioni che permettessero di far procedere l’opera.

Per anni sembrò che il sogno dovesse arrestarsi. Eppure la badessa non si arrese mai. Continuò a coinvolgere i devoti attraverso il bollettino, a raccogliere offerte e a chiedere sostegno per quella che considerava una missione affidatale da Santa Rita stessa.

Alla fine, dopo numerose revisioni, il progetto definitivo venne affidato all’architetto Spirito Maria Chiappetta, la cui proposta riuscì finalmente a ottenere le necessarie approvazioni.

20 giugno 1937: la posa della prima pietra

Dopo dodici anni dall’appello lanciato su Dalle Api alle Rose, arrivò il giorno tanto atteso.Il 20 giugno 1937 Cascia visse una giornata storica: si svolse la solenne cerimonia di benedizione e posa della prima pietra della nuova Basilica di Santa Rita.

Alla celebrazione parteciparono numerose autorità religiose e civili, insieme a una folla di fedeli provenienti da molte regioni italiane. Per la comunità agostiniana e per Madre Fasce fu il segno concreto che il sogno stava finalmente prendendo forma.La posa della prima pietra rappresentò il coronamento di anni di sacrifici, ma non la fine delle difficoltà.

La guerra rallenta il cantiere

Pochi anni dopo l’avvio dei lavori, infatti, l’Europa precipitò nella Seconda guerra mondiale.Le difficoltà economiche, la scarsità dei materiali e le conseguenze del conflitto rallentarono notevolmente la costruzione del nuovo tempio. Nonostante tutto, i lavori proseguirono e la comunità continuò a confidare nella Provvidenza.

Madre Fasce seguì con passione ogni fase dell’opera, sostenendola fino agli ultimi giorni della sua vita.

L’ultimo sguardo di Madre Fasce

La Beata Maria Teresa Fasce morì il 18 gennaio 1947.Dopo aver dedicato oltre vent’anni della sua vita alla realizzazione della Basilica, non riuscì a vedere la conclusione dell’opera che aveva sognato e difeso con tanta tenacia.

La tradizione racconta però un episodio particolarmente commovente. Dalla sua stanza nel monastero, nei mesi precedenti la morte, riuscì a vedere la grande croce collocata sulla sommità della Basilica. Quasi un segno dal cielo che le permetteva di contemplare, almeno in parte, il compimento del suo sogno.

18 maggio 1947: la dedicazione della Basilica

Quattro mesi dopo la morte della Madre, il 18 maggio 1947, la nuova Basilica di Santa Rita venne finalmente dedicata.

Fu un momento di immensa gioia per Cascia, per le monache agostiniane e per i migliaia di devoti che avevano contribuito con offerte, preghiere e sacrifici alla realizzazione dell’opera. Madre Fasce non poté essere presente a quella celebrazione, ma tutti sapevano che senza la sua fede, il suo coraggio e la sua instancabile determinazione la Basilica non sarebbe mai sorta.

Un’eredità che continua

Oggi la Basilica di Santa Rita è il cuore spirituale di Cascia e uno dei santuari più visitati d’Europa. Ogni anno accoglie migliaia di pellegrini che giungono ai piedi della Santa degli impossibili per affidare preghiere, speranze e sofferenze.

Dietro quelle mura non c’è soltanto un capolavoro architettonico. C’è la storia di una donna che ha saputo guardare oltre gli ostacoli, trasformando un sogno in realtà. La Basilica resta ancora oggi il monumento più eloquente dell’amore della Beata Maria Teresa Fasce per Santa Rita, per la Chiesa e per tutti i devoti che continuano a trovare a Cascia una casa e un segno di speranza.

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