La testimonianza di Santa Rita ci interroga sulla fedeltà, sulla perseveranza e sulla crisi delle vocazioni in una società che fatica a compiere scelte definitive
Il desiderio di Santa Rita
Fin da bambina Santa Rita desiderava consacrarsi a Dio, ma i genitori decisero per lei la strada del matrimonio. Solo dopo la perdita del marito e dei figli riuscì a entrare nel monastero agostiniano, dimostrando una straordinaria coerenza, perseveranza e forza d’animo.
La sua storia ci pone ancora oggi una domanda: siamo capaci di compiere scelte definitive e di rimanere fedeli nel tempo?
La crisi delle vocazioni
Oggi conventi e monasteri chiudono, le comunità religiose diminuiscono e molti sacerdoti sono chiamati a seguire più parrocchie contemporaneamente. Alla base vi è soprattutto la mancanza di vocazioni religiose e sacerdotali.Questa crisi riflette una difficoltà più ampia della società contemporanea: la paura di assumere impegni stabili e duraturi.
Il coraggio di donarsi
Viviamo in un tempo nel quale la realizzazione personale rischia di diventare l’unico criterio delle nostre scelte. Eppure il matrimonio, il sacerdozio e la vita consacrata richiedono la capacità di mettere al centro Dio e gli altri, rinunciando all’egoismo.
Ancora oggi esistono sacerdoti, religiosi, religiose e sposi che testimoniano con gioia la bellezza di una vita donata. Esperienze preziose, che meritano di essere raccontate e rese più visibili.
Pregare il Signore della messe
La Chiesa accompagna il discernimento attraverso incontri, percorsi vocazionali ed esperienze nei conventi e nei monasteri. Ma soprattutto siamo chiamati a pregare il Signore della messe perché mandi nuovi operai nella sua vigna.
Chiediamo a Santa Rita di ottenere per tutti noi perseveranza, forza d’animo e coraggio: il coraggio di non avere paura delle scelte definitive e di affidare la propria vita a Dio.