Santa Rita non ha mai smesso di amare il marito e i figli, neppure dopo la loro morte. Li ha portati nel cuore e li ha affidati a Dio, continuando a pregare per loro fino alla fine della sua vita.
E proprio a questo amore si lega uno degli episodi più teneri, significativi e miracolosi della sua storia: la rosa fiorita in pieno inverno, insieme ai fichi maturati.
Un amore che non conosce inverno
Quando, ormai vicina alla morte, Rita espresse il desiderio di ricevere una rosa e alcuni fichi dall’orto della sua casa di Roccaporena, il suo desiderio sembrava impossibile da esaudire.
Era inverno, la neve ricopriva ogni cosa. Eppure, secondo la tradizione, una rosa fiorì e alcuni fichi maturarono. La rosa, segno del marito, e i fichi, dei figli, furono per Rita doni inattesi di Dio: una promessa di speranza, il segno che avrebbe potuto riabbracciare in Paradiso coloro che aveva tanto amato.
In questa storia c’è un messaggio prezioso anche per noi.
Nel giorno della Commemorazione dei defunti, il ricordo di chi abbiamo perduto può riaprire ferite e farci sentire con forza il peso dell’assenza. Ma Santa Rita ci insegna che l’amore non si arrende davanti alla morte e che possiamo continuare a prenderci cura dei nostri cari affidandoli a Dio, con la preghiera, le opere di carità e la celebrazione delle Messe in loro suffragio.
Le Monache Agostiniane di Cascia si uniscono nella preghiera a quanti oggi ricordano una persona amata e la affidano alla misericordia del Padre.
Come la rosa che fiorisce nella neve, anche nel tempo del distacco può germogliare la speranza.
La promessa cristiana della Risurrezione ci ricorda che la morte non ha l’ultima parola e che l’amore, custodito in Dio, attende di ritrovarsi nella vita eterna.