Celebriamo la Santissima Trinità: anche noi siamo unità

Gloria al Padre Eterno, che ci ha creati; al Figlio, che ci ha rigenerati con il sacrificio cruento della Croce; allo Spirito Santo, che ci santifica con l’effusione delle sue grazie. Onore e gloria e benedizione alla santa ed adorabile Trinità per tutti i secoli.

Sant’Agostino

Domenica 12 giugno la Chiesa festeggia la Santissima Trinità e Padre Luciano De Michieli, Rettore della Basilica di Santa Rita di Cascia, ci spiega alcuni aspetti fondamentali per permetterci di avvicinarci al cuore della Trinità.

Un mistero indispensabile per capire noi e Dio

“Come sempre ciò che è più essenziale nella vita come l’amore o l’ossigeno, non si vede ma ci siamo immersi e non ne possiamo fare a meno. Così è la Trinità. Ce ne ha parlato Gesù, il Figlio di Dio, l’unico che è disceso dal cielo, perché ci affacciassimo un poco all’intimità di Dio. Sant’Agostino ha scritto un libro sulla Trinità, consapevole dell’impossibilità di ‘spiegare’ il mistero, ma anche certo di non poter fare a meno di parlare di ciò che amava sopra ogni cosa.

Perché questa necessità? Perché, Dio Trinità ci insegna che Dio è comunione, è relazione, e una relazione di Amore.
Sempre il Santo Padre Agostino, all’origine della spiritualità abbracciata da Santa Rita, ci insegna che siamo fatti a immagine di Dio e perciò più conosciamo Dio più ci conosciamo. E più conosciamo noi stessi, più capiamo chi è Dio”.

Siamo relazione e non divisione

“Grazie al mistero di Dio Trinità, Padre e Figlio e Spirito Santo – continua il Rettore – capiamo che siamo esseri in relazione, che siamo fatti per amare ed essere amati, siamo comunione e unità.
Ogni volta che tradiamo Dio, tradiamo anche noi stessi e percorriamo le vie del peccato, del rifiuto di Dio, e ci perdiamo nell’odio, nella divisione, nella chiusura, nell’emarginazione. Quando invece siamo noi stessi, perché lasciamo che il suo dono ci avvolga, torniamo a essere pace, amore, unità e troviamo la gioia di donare gratuitamente noi stessi per amore.

Celebrare la bellezza della Trinità è celebrare la nostra bellezza originaria e anelare a quella bellezza, superando per grazia la deformazione, la disumanizzazione che il peccato comporta”.

L’amore passa anche dal dolore

“Spesso nominiamo le tre Persone della Trinità facendo il segno della croce. Infatti, nella lotta tra la bellezza che ci offre Dio e la deformità del peccato, il bisturi che ci permette di eliminare ciò che è malato è proprio la croce, il dolore che il Signore sapientemente sa trasformare in sconfitta del carnefice, facendoci vincere il male con il bene.
È una sofferenza che dona vita, quella eterna, quella dell’inserimento, come figli adottivi, nell’eterno amore del Padre, nell’eterno amore trinitario.

Santa Rita ha compiuto questo passaggio, ha percorso la porta stretta di innumerevoli dolori con la forza di un amore grande e mai domo… e ci invita a seguirla con coraggio, pazienza e fiducia, verso il cuore della Trinità”.

DOMENCIA 12 GIUGNO UNIAMOCI PER LA SANTA MESSA DELLA SANTISSIMA TRINITA’

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