Gli auguri delle monache per la Pasqua

11-12 aprile a Cascia: la Pia Unione celebra 20 anni con una lampada che unisce tutta l’Italia

Festa di Santa Rita 2026: ti aspettiamo anche in diretta social

L’Accoglienza che trasforma: la lezione di santa Rita per il nostro tempo

La fermezza: una virtù che non è immobilità

Basilica di Santa Rita da Cascia: gli orari da aprile a ottobre

Settimana Santa 2026 a Cascia

Dalla ferita alla pace: il fallimento, il perdono e la riparazione nella vita di Santa Rita

La Fiaccola di Santa Rita illumina Chicago: tappa all’Università di Papa Leone XIV e poi, per la prima volta al mondo, dentro la casa della sua infanzia

Da Chicago a Cascia: la Fiaccola della Pace e del Perdono accende il gemellaggio di fede nel nome di Santa Rita

Preparare il cuore alla Resurrezione

Ci prepariamo a vivere la Pasqua del Signore, ma il primo invito è a prepararla non solo liturgicamente: siamo chiamati a preparare la Pasqua della nostra vita.

Gesù prepara la Pasqua in anticipo, perché l’Amore non si improvvisa: è una scelta consapevole, vissuta con libertà e cura. Egli affronta la Passione con fedeltà a un cammino, e questo ci consola: il dono della Sua vita nasce da un’intenzione piena, da un amore vero e deciso.

Un Dio che ci precede

La sala al piano superiore è già pronta: questo segno ci ricorda che Dio ci precede sempre. Prima ancora che comprendiamo il nostro bisogno di accoglienza, Lui ha già preparato per noi uno spazio: il nostro cuore, luogo in cui possiamo sentirci suoi amici.

Eppure Gesù chiede ai discepoli di collaborare, pur avendo già disposto ogni cosa. È un insegnamento prezioso: la grazia non annulla la libertà, ma la risveglia.
Il dono di Dio non elimina la responsabilità dell’uomo, ma la rende feconda.

La luce della Risurrezione

La Resurrezione di Gesù Cristo è un evento che non smette mai di stupire. Più la contempliamo, più ci avvolge di meraviglia: è una luce affascinante e potente, che attira e trasforma.

È un’esplosione di vita e di gloria che cambia la storia dell’umanità, non con clamore, ma con umiltà e mitezza — quelle stesse qualità che rendono grande l’uomo.

Dalla tristezza alla speranza

Spesso la vita è attraversata dalla stessa tristezza dei discepoli di Emmaus, delusi e smarriti davanti alla croce. Anche noi rischiamo di pensare che il dolore sia l’ultima parola.

Eppure Cristo è Risorto e cammina accanto a noi, anche quando non lo riconosciamo. È la tristezza che offusca lo sguardo, è la delusione che chiude il cuore.

Ma il Risorto, con pazienza, riaccende la speranza. E nel gesto dello spezzare il pane, gli occhi si aprono, il cuore si risveglia, e la gioia torna a fiorire.

Un augurio di speranza

Qual è allora l’augurio per questa Santa Pasqua?

Come ci ricorda il Santo Padre Leone XIV:
“Restiamo vigili ogni giorno nello stupore della Pasqua di Gesù Risorto. Lui solo rende possibile l’impossibile”.

Con questo spirito, la Comunità monastica desidera raggiungere ciascuno con un augurio semplice e profondo:

Santa Pasqua di Resurrezione!

Cristo è Risorto, sì, è veramente Risorto!

Sr. Maria Grazia Cossu, Badessa, e la Comunità

L’11 e il 12 aprile 2026 Cascia torna l’appuntamento più atteso per i membri della Pia Unione Primaria di Santa Rita: l’Incontro generale. Un momento che da anni rappresenta il cuore della vita della comunità ritiana e che, proprio nel ventennale, assume un significato ancora più profondo.

Non si tratta di un’iniziativa nata per i 20 anni, ma di una tradizione consolidata che ogni anno richiama affiliati, gruppi e devoti da tutta Italia e dall’estero. Quest’anno, però, l’incontro sarà anche il centro simbolico di un anniversario speciale, che celebra due decenni di fede condivisa nel nome di Santa Rita da Cascia.

Durante le due giornate entreranno ufficialmente nella Pia Unione nuovi gruppi oggi in formazione, segno di una realtà viva e in continua crescita.

SCOPRI QUI IL PROGRAMMA DELLE DUE GIORNATE E PARTECIPA ANCHE IN DIRETTA STREAMING

La lampada dei 20 anni: una luce che attraversa l’Italia

Il segno più forte e innovativo del ventennale è la lampada ad olio “20 anni insieme”. Consegnata durante gli incontri regionali che si svolgeranno lungo tutto il 2026, la lampada – raffigurante Santa Rita e il logo celebrativo – sarà accesa nei santuari che la accoglieranno e nei territori limitrofi per tutto l’anno. Un gesto semplice ma profondamente simbolico: una luce che percorre l’Italia, da regione a regione, creando un legame spirituale tra tutte le comunità della Pia Unione.

La lampada sarà accesa anche a Cascia durante l’Incontro generale dell’11 e 12 aprile, diventando il punto di incontro ideale di questo cammino diffuso. Una fiamma condivisa che unisce idealmente migliaia di fedeli in un’unica preghiera.

Una storia lunga 20 anni: dalle origini a oggi

Il 2026 segna i vent’anni dalla nascita della Pia Unione Primaria, rifondata nel 2006 grazie all’impegno di fedeli e alla guida di padre Ludovico Maria Centra, e di Alessandra Paoloni con il sostegno del Monastero di Santa Rita.

Da allora, la Pia Unione è cresciuta fino a coinvolgere circa 10.000 iscritti nel mondo, con una presenza particolarmente significativa in Sicilia, seguita da Puglia, Calabria e Campania. Attraverso incontri generali e regionali, la Pia Unione ha dato vita a una rete viva di gruppi, luoghi di preghiera, fraternità e testimonianza cristiana, capaci di portare il messaggio di speranza di Santa Rita anche nelle realtà più difficili.

Segni concreti di appartenenza

Per accompagnare questo anniversario, sono stati realizzati alcuni segni commemorativi: un santino dedicato ai 20 anni, una spilla con il logo “20 anni insieme”, una spilla più grande per gli stendardi dei gruppi, uno zaino celebrativo. Oggetti che raccontano un’identità condivisa e custodiscono la memoria di un cammino lungo vent’anni.

Un dono al Papa e uno sguardo al futuro

Tra le iniziative del ventennale anche un dono speciale al Papa, segno di comunione con la Chiesa universale. Ma il significato più profondo di questa ricorrenza guarda avanti: la Pia Unione continua a crescere, coinvolgendo nuove generazioni e rafforzando la propria presenza nelle comunità locali.

Una fede che unisce

L’Incontro generale dell’11 e 12 aprile a Cascia e la lampada che attraverserà l’Italia per tutto il 2026 raccontano la stessa realtà: una comunità unita, capace di trasformare la devozione in relazione, la preghiera in legame.

Vent’anni insieme non sono solo un traguardo, ma l’inizio di un nuovo cammino, illuminato dalla luce di Santa Rita.

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Ci prepariamo a vivere i giorni intensi e solenni dedicati a Santa Rita, in un percorso di preghiera, incontro e spiritualità che ci accompagnerà verso la festa del 22 maggio.

La Festa per tutti

Siamo già pronti ad accogliere fedeli e pellegrini provenienti da tutto il mondo, nel segno della pace, del perdono e della speranza.

Per consentire a tutti di partecipare a questo grande evento di fede, le principali celebrazioni saranno trasmesse in diretta sui canali social ufficiali del Monastero, rendendo la Festa di Santa Rita un’esperienza condivisa e accessibile ovunque.
Scopri qui come seguire gli appuntamenti sul canale youtube Santa Rita da Cascia Agostiniana e anche sui canali  Facebook Instagram.

Speciale Rosario per la Pace, in Basilica e in streaming, per la Novena di Santa Rita

Novità di quest’anno è il Rosario per la Novena di Santa Rita, in programma dal 12 al 20 maggio, alle ore 21.00 in Basilica.

Sarà un momento di profonda preghiera comunitaria, in cui le voci delle monache e dei padri della famiglia agostiniana di Cascia si uniranno a quelle dei fedeli presenti, dando forma a un’unica grande invocazione.
Lo speciale Rosario diventerà anche un’esperienza aperta a tutti, permettendo a chiunque, ovunque si trovi, di partecipare spiritualmente a questo appuntamento quotidiano, grazie alla diretta streaming sui social del Monastero.

Ogni sera sarà un’occasione per elevare la preghiera al Cielo, affidando all’intercessione della Madonna e di Santa Rita le intenzioni di pace per il mondo e per i cuori di ciascuno.

Programma generale

12–20 maggio – Novena di Santa Rita
Basilica di Santa Rita

Ogni giorno, animato dalle comunità cristiane della Diocesi:
Ore 16:00 – Visita del Monastero e racconto della storia e del messaggio di Santa Rita
Ore 17:00 – Percorso guidato in Penitenzieria e possibilità di confessarsi
Ore 18:00 – Celebrazione Eucaristica e passaggio all’Urna di Santa Rita
Diretta sul canale youtube Santa Rita da Cascia Agostiniana

Ogni sera:
Ore 21.00 Rosario per la Pace con le monache e i padri
Diretta sul canale youtube Santa Rita da Cascia Agostiniana, su Facebook Instagram

17 maggio – Processione dello Stendardo

Ore 21:00 – Basilica di Santa Rita da Cascia
Processione per le vie della città con il tradizionale Stendardo, che ricorda l’ingresso di Rita in Monastero. Momento di forte partecipazione popolare e spirituale

20 maggio – La Fiaccola di Santa Rita dal Papa

Ore 10:00 – Piazza San Pietro a Roma
Udienza generale: Papa leone XIV benedice la Fiaccola della Pace e del Perdono, accesa a Chicago, città gemellata con Cascia per i festeggiamenti 2026 e sua città natale

Nel pomeriggio – Cascia
Accoglienza della delegazione da Chicago in Piazza Aldo Moro da parte del Comune

Ore 21:00 – Roccaporena
Arrivo della Fiaccola ed evento “Sulle orme di Rita”, con preghiera e salita allo Scoglio

21 maggio – Vigilia della Festa

Ore 10:00 – Sala della Pace
Presentazione del “Riconoscimento Internazionale Santa Rita 2026” e delle “Donne di Rita”: Mirna Pompili, Lucia Di Mauro, Fannì Curi.
Conduce Giacomo Marinelli Andreoli, Direttore di Umbria TV

Ore 16:30 – Basilica di Santa Rita
Santa Messa per la Famiglia Agostiniana, presieduta dal Priore Generale degli Agostiniani, Padre Joseph Farrell
Al termine, consegna del “Riconoscimento internazionale Santa Rita” e messaggio della Madre Badessa del Monastero Santa Rita da Cascia, Suor Maria Grazia Cossu
Diretta sul canale youtube Santa Rita da Cascia Agostiniana

Ore 18:00 – Basilica di Santa Rita
Solenne celebrazione del transito di Santa Rita
Diretta sul canale youtube Santa Rita da Cascia Agostiniana

Ore 20:30 – Piazza Garibaldi
Raduno dei gonfaloni dei Comuni partecipanti, delle Autorità Civili, Religiose e Militari. Corteo verso il Santuario

Ore 20:45 – Roccaporena
Benedizione moto e motociclisti; a seguire consegna della Fiaccola del Perdono e della Pace ai motociclisti e moto-fiaccola verso Cascia

Ore 21:30 – Basilica di Santa Rita
Accoglienza della delegazione di Chicago, delle autorità e delle Donne Premiate: scambio dei doni.
Arrivo della Fiaccola della Pace e del Perdono. Accensione tripode e ingresso in Basilica per la consegna della lampada votiva alla badessa per l’Urna di Santa Rita e preghiera di affidamento
Diretta sul canale youtube Santa Rita da Cascia Agostiniana, su Facebook Instagram

22 maggio – Solennità di Santa Rita

Ore 6:00 – CASCIA
Suono festoso delle Campane
Ore 6:00, 7:00, 8:00, 9:00SS Messe nella SALA DELLA PACE
Ore 10:00, 11:30, 12:30SS Messe nella BASILICA INFERIORE
Dalle ore 7:00 alle 12:00 – MONASTERO DI S. RITA visita continuata, al pomeriggio: 14:30 – 15:30 – 17:00

Ore 10:30 – Viale del Santuario
Arrivo della processione da Roccaporena con la statua di Santa Rita e il Corteo Storico che rievoca la vita di Santa Rita, accompagnati dalla Banda “Giovanni e Donato” da Cascia

Ore 11:00 – Sala della Pace
Solenne Pontificale presieduto dal Cardinale Stanisław Dziwisz

Ore 12:30 – Sagrato della Basilica
Supplica a Santa Rita e Benedizione delle Rose

Diretta di tutta la mattina sul canale youtube Santa Rita da Cascia Agostiniana, su Facebook Instagram.

Ore 16:00 – BASILICA DI SANTA RITA – Santa Messa    

Ore 17:00 – BASILICA DI SANTA RITA – Santa Messa

Ore 18:00 – Basilica di Santa Rita
Santa Messa per i benefattori e le benefattrici della Basilica, presieduta dal Rettore della Basilica, Padre Giustino Casciano
Diretta sul canale youtube Santa Rita da Cascia Agostiniana

Un tempo di grazia e partecipazione

La Festa di Santa Rita rappresenta ogni anno un momento di intensa spiritualità che unisce la comunità agostiniana, la città di Cascia e i pellegrini di tutto il mondo.

Il Monastero invita tutti i fedeli a partecipare alle celebrazioni e a seguirle anche attraverso la diretta streaming sui canali ufficiali.

Un dono necessario per il nostro tempo

L’accoglienza è una delle virtù più profonde e allo stesso tempo più dimenticate del nostro tempo. Eppure, mai come oggi ne sentiamo il bisogno. In un mondo segnato da conflitti, divisioni e incomprensioni, la mancanza di accoglienza si manifesta come una delle radici più dolorose della violenza.

Non accogliere l’altro significa non riconoscerne l’esistenza, i diritti, i bisogni. È da qui che nasce ogni forma di rifiuto, fino alle sue conseguenze più estreme. La storia dell’umanità lo testimonia, ma anche la nostra quotidianità lo conferma.

In questo scenario, la figura di santa Rita emerge come un esempio luminoso: una donna che ha fatto dell’accoglienza uno stile di vita, trasformandola in segno concreto del Vangelo.


Santa Rita, donna dell’accoglienza

Santa Rita ha vissuto l’accoglienza in modo radicale e concreto. Non come un ideale astratto, ma come una scelta quotidiana, spesso difficile e controcorrente.

Dopo la morte del marito, segnata dal dolore e dalla violenza, Rita non si è lasciata travolgere dall’odio. Al contrario, ha saputo accogliere anche coloro che erano legati all’uccisione del suo sposo, trasformando la sofferenza in occasione di riconciliazione.

Questo atteggiamento trova il suo compimento nella vita monastica, dove Rita sperimenta una forma ancora più profonda di accoglienza: quella vissuta nella comunità, tra sorelle diverse per storia, carattere e condizione sociale. 


La vita nel monastero: scuola di accoglienza

Entrata nel monastero agostiniano di Cascia, Rita vive ogni giorno l’accoglienza come espressione concreta dell’amore di Dio. La vita comune, segnata da semplicità e povertà, diventa il luogo in cui imparare a superare differenze, tensioni e fragilità.

Sotto la regola di sant’Agostino, la convivenza non è solo condivisione di spazi, ma cammino spirituale: un esercizio continuo di amore, pazienza e apertura verso l’altro.

Rita accoglie tutte le consorelle, anche quelle più difficili, e lo fa con uno sguardo capace di vedere oltre i limiti umani. In questo modo, la comunità diventa segno concreto di una convivenza possibile, fondata non sull’egoismo ma sull’amore reciproco. 


Accogliere come Cristo: il cuore della fede

Al centro della vita di santa Rita c’è la contemplazione dell’umanità di Cristo. Gesù, che accoglie ogni uomo e ogni donna, diventa per lei modello e guida.

La sua devozione alla passione del Signore la porta a vivere il dolore non come chiusura, ma come apertura: una partecipazione alle sofferenze di Cristo che genera amore e compassione.

Come San Francesco ricevette le stigmate, Rita riceve la spina sulla fronte: segno di una unione profonda con Cristo crocifisso e della sua capacità di trasformare la sofferenza in dono.


Una testimonianza che interroga anche noi

L’accoglienza vissuta da santa Rita non appartiene solo al passato. È una provocazione per il presente.

Ci interpella nelle nostre famiglie, nelle comunità, nei quartieri, nei rapporti quotidiani. Ci chiede: siamo capaci di accogliere davvero l’altro, anche quando è diverso, difficile, lontano da noi?

Lo stile di vita di Rita può diventare un segno per il mondo di oggi: una testimonianza capace di suscitare domande, di generare stupore, di indicare una strada alternativa alla divisione.


Una grazia da chiedere

Accogliere non è facile. È una grazia.

Per questo possiamo chiedere l’intercessione di santa Rita, affinché ci aiuti a costruire relazioni più autentiche, comunità più umane e un mondo in cui l’altro non sia più visto come una minaccia, ma come un fratello.

Quando si parla di fermezza, si rischia spesso di fraintenderla come rigidità o immobilismo. In realtà, è tutto il contrario. La fermezza è un atteggiamento attivo, vigile e dinamico, capace di tenere insieme forza e flessibilità, decisione e apertura.

Non è chiusura, ma presenza consapevole; non è ostinazione cieca, ma perseveranza illuminata dalla fiducia. È una virtù preziosa, non solo nella vita religiosa, ma anche nella quotidianità di ciascuno, soprattutto nei momenti più difficili. 

Il bastone secco che diventa vite: simbolo di una fiducia radicale

Nel monastero di Santa Rita, una vite continua a raccontare una storia sorprendente: quella di un bastone secco che germogliò.

Secondo la tradizione, a Rita fu chiesto di prendersi cura ogni giorno di quel legno, innaffiandolo con costanza. Un gesto apparentemente inutile, quasi incomprensibile. Eppure, Rita rimase fedele a quel compito, con una fiducia piena e silenziosa.

Da quella perseveranza nacque il miracolo: il bastone divenne una vite rigogliosa. È un’immagine potente: quando scegliamo di fidarci anche senza capire tutto, qualcosa dentro e intorno a noi può trasformarsi e portare frutto. 

La forza di affidarsi anche nelle prove

La vita ci mette spesso davanti a situazioni che non abbiamo scelto e che fatichiamo ad accettare. Santa Rita ci mostra un modo diverso di stare dentro queste esperienze: non con rassegnazione, ma con una fiducia attiva, capace di attraversare le difficoltà senza esserne schiacciati.

Accogliere ciò che accade non significa subire, ma dare senso al proprio cammino, credendo che anche ciò che non comprendiamo possa aprire strade nuove. 

La fermezza che trasforma le relazioni

La fermezza non riguarda solo il rapporto con sé stessi o con Dio, ma anche le relazioni. Rita seppe viverla nella sua famiglia con straordinaria intensità: fu proprio questa qualità a permetterle di addolcire il carattere del marito Paolo, accompagnandolo verso una maggiore mitezza.

Allo stesso modo, cercò di guidare i figli lontano dalla logica della vendetta, così diffusa nel suo tempo. La fermezza, quindi, non è durezza: è amore saldo, che non si arrende, che educa con pazienza e che resta, anche quando sarebbe più facile lasciar perdere. 

Restare: la scelta più difficile

Entrata in monastero, Rita si trovò davanti a una vita molto diversa: ritmi rigorosi, regole precise, convivenza complessa, solitudine e sofferenza.

Eppure, rimase. La sua fermezza si rivelò proprio in questa capacità di restare, di non fuggire, di attraversare anche l’assurdità apparente di alcune situazioni senza perdere il senso del proprio cammino. Superò nostalgia, difficoltà e dolore, trasformando ogni giorno in un tempo pieno di significato. 

Una virtù per il nostro tempo

Oggi siamo abituati a cambiare velocemente, a lasciar andare ciò che non funziona subito, a cercare soluzioni immediate. La testimonianza di Santa Rita ci invita invece a riscoprire il valore della fermezza: restare fedeli agli impegni, non arrendersi alle prime difficoltà, continuare a credere anche quando i risultati non si vedono.

Perché è proprio nella continuità, nella pazienza e nella fiducia che la vita matura e diventa feconda. 

La forza di continuare ad annaffiare

La storia del bastone secco ci lascia un’immagine semplice e potentissima: continuare ad annaffiare, anche quando sembra inutile.È questa la vera fermezza: non quella che impone, ma quella che resiste con fiducia, che non si scoraggia, che continua a credere.

E, proprio come accadde a Rita, anche nella nostra vita ciò che oggi appare sterile può, con il tempo, diventare sorprendentemente fecondo.

La Basilica è aperta tutti i giorni dalle ore 6.30 alle 20.00


Sante Messe

Nei giorni festivi, le celebrazioni eucaristiche si svolgono alle:

  • 7.30 (cantata dalle Monache agostiniane)
  • 9.00, 10.30, 12.00, 16.00, 18.00

Nei giorni feriali, le Sante Messe sono celebrate alle:

  • 7.30 (cantata)
  • 10.30, 12.00, 16.00, 18.00

Visite al Monastero e momenti di preghiera

Le visite al Monastero sono previste ogni giorno nei seguenti orari:

  • 9.00, 10.00, 11.30
  • 14.30, 15.30, 17.00

Tra i momenti di spiritualità:

  • Santo Rosario:
    • ore 17.00 nei festivi e prefestivi
    • ore 17.30 nei feriali
  • Vespri: ore 17.30 nei festivi e prefestivi 

Confessioni e appuntamenti spirituali

Le confessioni sono disponibili:

  • tutti i giorni:
    • 7.00 – 12.30
    • 15.30 – 19.00

Inoltre:

  • Adorazione eucaristica: ogni mercoledì, ore 8.30 – 12.30
  • Passaggio all’urna di Santa Rita: ultimo giovedì del mese dopo la Messa delle 18.00
  • Preghiera alla Beata Maria Teresa Fasce: primo venerdì del mese, ore 18.00 

Un luogo di fede aperto a tutti

Con questi orari estivi, la Basilica rinnova il suo impegno ad essere luogo di accoglienza, preghiera e speranza, offrendo ai fedeli numerose occasioni di partecipazione spirituale e visita.


Il programma delle celebrazioni alla Basilica di Santa Rita

Dal 29 marzo al 5 aprile 2026, la Basilica e il Monastero di Santa Rita propongono un ricco calendario di celebrazioni per vivere insieme la Settimana Santa e il Triduo Pasquale.

Domenica delle Palme

29 marzo

Giorni Santi

30 marzo – Lunedì Santo

  • Ore 15.30: Liturgia Penitenziale
  • Ss. Messe: 7.30 – 10.30 – 12.00 – 17.00

31 marzo – Martedì Santo

1 aprile – Mercoledì Santo

  • Ss. Messe: 7.30 – 10.30 – 12.00 – 16.00 – 18.00
  • Ore 18.30: Messa Crismale in Cattedrale a Spoleto

Triduo Pasquale

2 aprile – Giovedì Santo

  • Ore 8.00: Lodi e Ufficio delle Letture

3 aprile – Venerdì Santo

4 aprile – Sabato Santo

Domenica di Pasqua

5 aprile – Risurrezione del Signore

Un invito a vivere la Pasqua

Un’occasione per vivere insieme i giorni più importanti dell’anno liturgico, nel segno della preghiera, della comunità e della speranza.

Il fallimento che non chiude il cuore

Dopo la morte del marito, Rita si trovò sola e desiderosa di ritirarsi nel monastero delle agostiniane di Santa Maria Maddalena a Cascia. Tuttavia, il suo ingresso non fu immediato: le monache inizialmente non l’accettarono, e l’avvio del suo cammino fu segnato da difficoltà, probabilmente anche per la presenza, all’interno del monastero, di parenti dell’uccisore del marito.

Questo rifiuto rappresentò per Rita un vero fallimento. Eppure, non fu un fallimento che la spezzò. Al contrario, seppe accoglierlo, “prenderlo per mano”, vivendo la propria vulnerabilità non come limite ma come parte della condizione umana. Rita non si arrese: tornò a bussare, ancora e ancora, sostenuta da una fiducia profonda in Dio. La sua forza stava proprio qui: nella capacità di cadere senza smettere di rialzarsi, trasformando ogni ostacolo in un passaggio verso una fede più autentica e matura.

La strada della pace passa dal perdono

Per essere accolta in monastero, a Rita fu chiesto un passo decisivo: riconciliare la propria famiglia con quella dell’assassino del marito. Non si trattava solo di un gesto simbolico, ma di un cammino concreto e doloroso.Rita dovette cercare gli assassini, incontrarli, avvicinarsi a loro e scegliere il perdono. Fu un percorso radicale, che la portò a vivere fino in fondo la “strada della croce”, trasformando il dolore in occasione di pace.

In un contesto segnato dalla logica della vendetta e della faida, Rita spezzò il ciclo dell’odio. Non rivelò mai il nome dell’uccisore, proteggendo anche chi aveva distrutto la sua vita familiare. In questo modo divenne una donna capace di generare pace, non perché il male fosse scomparso, ma perché lei aveva scelto di non lasciarsene dominare.

La riparazione: vincere il male con il bene

La storia di Rita si inserisce in una riflessione più ampia sul male e sulla giustizia. Fin dalle origini bibliche, come nel racconto di Caino e Abele, l’uomo si mostra incapace di riparare davvero il male che compie. È invece Dio a farsi riparatore, interrompendo la spirale della violenza e della vendetta.

Rita incarna questa logica divina. Pur essendo vittima, sceglie di “riparare” ciò che l’odio aveva distrutto. Attraverso il perdono, ricuce lo strappo provocato dall’omicidio, non solo nella sua vita, ma anche nel tessuto sociale ferito dalla faida. La sua non è una resa, ma una vittoria: vince con l’amore. Diventa così testimone concreta di quella riparazione che, nella prospettiva cristiana, è partecipazione all’opera stessa di Cristo, che vince il male con il bene.

Un messaggio attuale: trasformare le ferite in possibilità

La vicenda di Rita parla ancora oggi. In un mondo dove il conflitto spesso genera altro conflitto, la sua esperienza indica una via diversa: quella della fiducia, del perdono e della riconciliazione.

Rita ci insegna che: il fallimento non è la fine, ma può diventare un passaggio di crescita; il perdono è una scelta concreta, anche quando è difficile e controcorrente; la riparazione del male non avviene con la vendetta, ma con la capacità di creare nuove relazioni.

Seguendo il suo esempio, ciascuno può diventare costruttore di pace, capace di dare a sé e agli altri una nuova possibilità, trasformando le ferite in occasioni di rinascita.

La guerra non è mai la soluzione. La Fiaccola invito a ritrovare la forza di diplomazia e dialogo”.
Il messaggio del Presidente dell’Università

Il Rettore della Basilica di Cascia:
Pace e perdono sono cammino possibile da accendere
nei cuori delle persone

Prosegue il cammino internazionale della Fiaccola del Perdono e della Pace, simbolo del messaggio universale di riconciliazione e speranza che ogni anno parte da Cascia, città di Santa Rita. Dopo l’accensione solenne di sabato alla locale Chiesa dedicata alla Santa degli impossibili, la  giornata di ieri ha visto la Fiaccola protagonista di due momenti particolarmente rilevanti, entrambi legati alla figura di Papa Leone XIV.

Dall’Università del Papa il no alla guerra

La prima tappa si è svolta presso la Catholic Theological Union di Chicago, dove il Pontefice ha compiuto i suoi studi. A illustrare il contesto formativo è stato Padre Enzo Del Brocco, passionista e direttore e presidente dell’Università, che ha sottolineato come l’università si fondi su una visione teologica aperta, interculturale ed ecumenica, maturata in un periodo storico segnato da profondi cambiamenti sociali e politici. Riferendosi al significato della Fiaccola, ha dichiarato:

“Portare qui la Fiaccola del Perdono e della Pace è un segno bellissimo e particolarmente significativo in questo momento storico segnato da conflitti. Riceverla proprio qui, in un contesto che ha conosciuto tensioni e cambiamenti profondi, è un richiamo forte alla responsabilità collettiva. È importante ricordare che la guerra non è mai la soluzione: a soffrirne sono sempre gli innocenti, i più fragili. Questa Fiaccola è un invito a ritrovare la forza della diplomazia e del dialogo, perché solo attraverso il confronto si possono costruire percorsi di pace duraturi”.

Primato mondiale per il gruppo, in visita dentro la casa del Papa

L’interno della casa del Papa a Dolton – Chicago che la delegazione ha visitato per la prima volta al mondo

Successivamente, la Fiaccola ha raggiunto Dolton, nei pressi di Chicago, città natale di Papa Leone XIV. Qui la Fiaccola è stata accesa davanti alla casa in cui il Pontefice è nato e ha trascorso l’infanzia, in un momento di grande intensità simbolica. La delegazione di Cascia ha inoltre avuto l’onore di essere il primo gruppo a poter visitare la casa natale del Papa. La visita ha rappresentato un momento di profondo significato, unendo idealmente Cascia con la terra in cui il Pontefice è cresciuto, nel segno del messaggio di pace e perdono che Santa Rita continua a diffondere nel mondo.

Santa Rita e il suo messaggio, un ponte per il mondo

“La Fiaccola del Perdono e della Pace – ha dichiarato il Rettore della Basilica di Santa Rita da Cascia, Padre Giustino Casciano – è un segno concreto della forza spirituale del messaggio di Santa Rita, capace di attraversare confini, culture e generazioni. Il suo arrivo a Chicago, nei luoghi legati alla vita e alla formazione di Papa Leone XIV, assume un significato particolarmente profondo: è un ponte ideale tra Cascia e il mondo, tra la testimonianza di Santa Rita e il servizio della Chiesa universale. La pace e il perdono non sono parole astratte, ma un cammino possibile che vogliamo continuare ad accendere nei cuori delle persone”.

Nella città natale del Papa prende il via il cammino verso le celebrazioni del 22 maggio

Il 14 marzo a Chicago è stata accesa la Fiaccola della Pace e del Perdono di Santa Rita, simbolo di riconciliazione e speranza che ogni anno accompagna il cammino verso le celebrazioni del 22 maggio, cuore della devozione alla Santa degli impossibili. 

L’accensione è avvenuta in occasione del Gemellaggio 2026 tra Cascia e Chicago, un momento carico di significato spirituale che rafforza il legame tra la città umbra, la comunità cattolica statunitense e l’Ordine di Sant’Agostino.

La cerimonia si è svolta nella chiesa dedicata a Santa Rita, alla presenza di una delegazione italiana composta dal sindaco di Cascia Mario De Carolis, dal rettore della Basilica di Santa Rita da Cascia padre Giustino Casciano e dal presidente della Provincia di Perugia Massimiliano Presciutti. Accanto a loro erano presenti autorità civili e religiose della città americana, tra cui rappresentanti della diocesi di Chicago, del Comune e dell’Ordine di Sant’Agostino. 

Alla celebrazione ha partecipato anche il Console generale d’Italia a Chicago Mario Bartoli, insieme ai rappresentanti del Monastero e della Fondazione Santa Rita da Cascia. La chiesa gremita di fedeli ha fatto da cornice a un momento intenso di preghiera, canti e raccoglimento.

Il viaggio della Fiaccola verso Cascia

La Fiaccola accesa a Chicago inizierà ora il suo viaggio verso l’Italia. Nelle prossime settimane sarà consegnata a Papa Leone XIV e successivamente porterà la sua luce a Cascia, dove sarà protagonista delle celebrazioni dedicate a Santa Rita il 22 maggio.

Questo gesto simbolico rappresenta uno dei momenti più significativi del gemellaggio spirituale tra Cascia e Chicago, nato dal profondo legame che unisce la città umbra alla tradizione agostiniana presente da oltre un secolo nella metropoli americana. 

Madre Badessa: «La pace nasce dal perdono»

Secondo Madre Maria Grazia Cossu, Badessa del Monastero di Santa Rita da Cascia, questo gemellaggio dimostra come la devozione alla Santa riesca a unire comunità lontane geograficamente ma vicine nella fede.

«La Fiaccola della Pace e del Perdono porterà nel mondo il messaggio di riconciliazione e speranza che Santa Rita ha testimoniato con la sua vita», afferma la Badessa. «In un tempo in cui il mondo è ferito da guerre, divisioni e tensioni, la sua testimonianza ci ricorda che la pace è possibile e nasce dal perdono e dalla capacità di ricostruire relazioni». 

Un ponte spirituale tra Santa Rita e il Papa

L’accensione della Fiaccola proprio a Chicago assume un significato particolare anche per il legame con il Pontefice.

«Accendere la Fiaccola nella città natale del Papa e in un luogo dove la presenza agostiniana è molto forte rende questo momento ancora più significativo», sottolinea padre Giustino Casciano, rettore della Basilica di Santa Rita da Cascia.

Secondo il Rettore, il messaggio di Santa Rita continua ancora oggi a indicare la strada della pace e della riconciliazione, ricordando che senza un rapporto profondo con Dio diventa difficile costruire relazioni autentiche tra le persone. 

Un legame internazionale tra Sant’Agostino, Santa Rita e il Papa

Per il sindaco di Cascia Mario De Carolis, il gemellaggio tra le due città assume anche una forte dimensione internazionale.

«Questo gemellaggio ha un valore speciale perché unisce simbolicamente Sant’Agostino, Santa Rita e Papa Leone XIV», afferma il sindaco. «Il messaggio di pace e perdono della Santa, nato in un piccolo luogo come Roccaporena, oggi parla al mondo intero e appare più attuale che mai in un tempo segnato da conflitti». 

La chiesa di Santa Rita a Chicago

La cerimonia si è svolta nella St. Rita of Cascia Parish, situata nel quartiere di Ashburn, nel South Side di Chicago. Accanto alla chiesa sorge anche lo storico St. Rita of Cascia High School, fondato dall’Ordine di Sant’Agostino all’inizio del Novecento.

Il complesso religioso e scolastico rappresenta da decenni uno dei principali punti di riferimento della devozione a Santa Rita negli Stati Uniti. Qui si ritrovano fedeli di diverse origini, tra cui una numerosa comunità latinoamericana, e le celebrazioni liturgiche vengono celebrate sia in inglese sia in spagnolo.

La comunità testimonia così la dimensione sempre più internazionale della devozione alla Santa di Cascia, il cui messaggio di pace, perdono e riconciliazione continua a parlare al cuore di persone di culture diverse. 

La presenza degli agostiniani a Chicago

Chicago è una delle città americane dove la presenza dell’Ordine di Sant’Agostino è storicamente più significativa. Oltre alla parrocchia di Santa Rita, la città ospita lo St. Rita of Cascia High School, una comunità religiosa agostiniana con studenti e seminaristi e la Casa di Santa Chiara della Croce da Montefalco.

Da oltre un secolo gli agostiniani contribuiscono alla diffusione della spiritualità di Sant’Agostino e della devozione a Santa Rita, molto amata anche dalla comunità cattolica americana. 

La devozione a Santa Rita negli Stati Uniti

Negli Stati Uniti la devozione a Santa Rita è molto diffusa. Numerose parrocchie, scuole e santuari sono dedicati alla Santa degli impossibili, il cui culto si è diffuso soprattutto grazie alla presenza degli agostiniani e delle comunità di immigrati italiani che nel Novecento portarono con sé questa tradizione.

Ancora oggi, ogni anno il 22 maggio, la festa di Santa Rita viene celebrata con grande partecipazione di fedeli in molte città americane, segno di una devozione che continua a crescere e a unire comunità diverse nel nome della speranza. 

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