Dal 18 al 25 gennaio è la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, spesso definita anche Settimana del dialogo delle Chiese. Un appuntamento annuale che invita le diverse confessioni cristiane a fermarsi, incontrarsi e riflettere insieme sul valore dell’unità, non come uniformità, ma come cammino condiviso.
Un dialogo che nasce dalla fede
La Settimana del dialogo delle Chiese coinvolge comunità cattoliche, ortodosse e protestanti di tutto il mondo. Attraverso momenti di preghiera comune, incontri pubblici e iniziative culturali, le Chiese sono chiamate a superare incomprensioni e divisioni storiche, per riscoprire ciò che unisce: la fede in Cristo e il desiderio di testimoniare il Vangelo nel mondo di oggi.
Non cancellare le differenze, ma valorizzarle
Il dialogo ecumenico non mira ad annullare le identità, né a costruire un pensiero unico. Al contrario, riconosce la ricchezza delle diverse tradizioni cristiane e invita a leggerle come una risorsa. Camminare insieme significa imparare ad ascoltarsi, rispettarsi e collaborare, anche partendo da sensibilità teologiche e culturali differenti.
Un segno profetico nel nostro tempo
In un contesto internazionale segnato da guerre, polarizzazioni e conflitti, la Settimana del dialogo delle Chiese assume un valore ancora più forte. È un segno concreto che dimostra come il confronto pacifico sia possibile e necessario. L’unità tra i cristiani diventa così anche un messaggio rivolto al mondo: la pace si costruisce con il dialogo, non con i muri.
Un invito aperto a tutti
Questa settimana non riguarda solo le Chiese. È un invito rivolto a ogni credente e a ogni persona di buona volontà: scegliere l’incontro al posto della contrapposizione, l’ascolto al posto del pregiudizio, il “noi” al posto dell’“io”.