Dal perdono degli uccisori del marito alla possibilità di ricominciare: una scelta di fede, coraggio e libertà interiore
Al vertice e al cuore della forza d’amore che ha sostenuto e mosso le scelte coraggiose della nostra Rita, non possiamo non collocare un episodio in cui questa potenza “disarmata” si è manifestata in modo luminosissimo: il perdono degli uccisori di Paolo.
Nella vita di Rita il perdono degli assassini del marito risplende come azione di coraggio, di responsabilità e di libertà interiore al massimo grado. Per comprendere almeno in parte l’effetto dirompente e innovativo della decisione di questa donna, è utile ricordare come, all’epoca, le vendette familiari generassero lunghe e crudeli faide. Alcuni testi del tempo raccomandavano addirittura agli assassini di eliminare anche i figli maschi dell’ucciso, per cancellarne definitivamente il nome dalla memoria. Questa orrenda scia di sangue alimentava faide interminabili e violente.
Rita era perfettamente consapevole del gravissimo pericolo che incombeva sui suoi due figli: non solo il rischio di perdere la vita, ma soprattutto quello di entrare nella catena dell’odio e della vendetta. Lucidamente, questa donna saggia e concreta vedeva davanti a sé due possibili esiti: che i figli si macchiassero di omicidio oppure che ne diventassero vittime.
Il perdono come scelta di fede
Certamente nel suo cuore risuonavano le ultime parole di Paolo, il marito ferito a morte dalle pugnalate, che prima di morire aveva perdonato i suoi avversari. Rita ricordava questo gesto ai figli insieme all’esempio supremo di Cristo sulla croce, che perdona i suoi crocifissori. Probabilmente li invitava a pregare il Padre Nostro, ricordando loro che Dio rimette i nostri debiti nella misura in cui anche noi li rimettiamo ai nostri debitori.
Il modello di questo perdono è lo stesso indicato dal Vangelo. Gesù, morente sulla croce, prega il Padre di perdonare coloro che lo hanno crocifisso. Questo miracolo del perdono diventa la via indicata al cristiano quando un rapporto si spezza e sembra impossibile ricominciare. Proprio guardando a Gesù crocifisso, Rita comprese che il perdono è la via per ricominciare un rapporto spezzato. È una scelta difficile, ma capace di riportare vita là dove sembrano regnare soltanto la violenza e il lutto. Grazie alla sua fede cristiana, Rita capì che il perdono aiuta a vivere l’amore tra di noi anche quando può essere soltanto donato gratuitamente.
Pregando Gesù crocifisso, lo donò come aveva fatto Cristo: per aiutare a ricominciare a respirare vita nella sua famiglia, lasciando cadere i semi di morte che portano soltanto lutto.
Una donna che spezza la spirale della violenza
L’insegnamento dei suoi genitori, chiamati “pacificatori di Gesù Cristo”, aveva formato in Rita un forte senso di responsabilità civile e di attenzione alla convivenza umana. In tempi segnati dalla violenza, e sola senza l’appoggio della famiglia del marito, ella scelse la via più difficile: la riconciliazione tra le famiglie.
Secondo gli statuti di Cascia del 1387, Rita testimoniò pubblicamente il suo perdono: alla presenza di testimoni baciò gli assassini del marito, concedendo loro il perdono. La sua preghiera fu accolta e i suoi figli morirono probabilmente per cause naturali, senza macchiare le loro anime del sangue della vendetta.
Quella di Rita fu una scelta radicale. Una madre che non solo rifiuta la vendetta, ma spezza con coraggio la spirale della violenza, che la società del tempo considerava quasi un dovere d’onore.
Il perdono per ricominciare
Nella storia dei fratelli Caino e Abele troviamo invece la vicenda di un perdono che non viene vissuto: il fratello diventa nemico e la violenza prende il sopravvento. Eppure Caino rimane nel nostro quotidiano come il simbolo del fratello che sbaglia, con cui comunque siamo chiamati a condividere la vita umana. Per questo ricominciare un rapporto spezzato è sempre un dono, un cammino intriso di preghiera e di fiducia. L’accoglienza dell’altro, anche quando ha sbagliato, richiede un lavoro interiore e una grande libertà del cuore, ma diventa la chiave per affrontare le difficili scelte della vita.
Così la fede in Gesù Cristo aiutò santa Rita a portare amore nella vita e a proteggerla da ogni aggressione distruttiva. La sua esperienza diventa ancora oggi un esempio per chi si trova davanti al dolore e alla difficoltà del perdono. La rivoluzione dell’amore e del perdono che Rita ha vissuto non appartiene solo al passato. È un messaggio ancora attuale: scegliere la pace quando tutto spingerebbe alla vendetta e credere che il perdono possa davvero cambiare la storia delle persone, delle famiglie e delle comunità.
di Padre Vittorino Grossi e Suor Elisabetta Tarchi