Festa di Santa Rita 2025: sosteniamo i più fragili e i ragazzi con il disturbo dello spettro autistico

Il 2 aprile, in occasione della Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo, la Basilica di Santa Rita da Cascia torna a riaccendersi di blu per riportare l’attenzione sul disturbo dello spettro autistico sempre più diffuso. Inoltre, la campagna di raccolta fondi per la Festa del 22 maggio, promossa dalla Fondazione Santa Rita da Cascia, destinata ai più fragili, ha come protagonisti 12 giovani coinvolti nel progetto Dopodinoi, il primo innovativo progetto di autonomia abitativa, attraverso il cohousing, per persone con disturbi dello spettro autistico in Umbria, a Bastia Umbra (PG)

Il progetto Dopodinoi

La Fondazione Santa Rita da Cascia Ente filantropico ETS, creata nel 2012 dal Monastero per rendere più strutturate le sue opere di solidarietà, in occasione della Festa di Santa Rita 2025 ha come obiettivo quello di raccogliere 250mila euro per i più fragili, in particolare per offrire casa, futuro e inclusione a 12 giovani con autismo di medio-alto funzionamento.

L’iniziativa è un esempio di “Durante e Dopo di Noi”, il modello di intervento sociale per preparare i ragazzi con disabilità a un’emancipazione graduale dalla famiglia in vista del “Dopo di Noi”, ossia quel momento in cui i genitori non potranno più prendersi cura di loro.

Un progetto innovativo per colmare un vuoto assistenziale

Secondo i dati di ANGSA Umbria, l’autismo coinvolge a livello globale 1 bambino ogni 60 nati, ma le risposte assistenziali pubbliche e private, in Italia, si concentrano sui minori, trascurando gli adulti, che costituiscono invece la maggioranza di coloro che convivono con questo disturbo. Dopo i 18 anni queste persone “scompaiono” dal sistema, così molti finiscono in istituti psichiatrici o RSA, perdendo salute e abilità acquisite. 


Il progetto Dopodinoi sostenuto della Fondazione va dunque a colmare un vuoto assistenziale. Tanto più che la struttura individuata offre una soluzione innovativa attraverso il cohousing, con un modello pilota che garantisce indipendenza e spazi personalizzati, permettendo allo stesso tempo la vita in comunità e il supporto professionale. Inoltre, il villino con giardino che è stato scelto è situato in un contesto tranquillo ma vicino ai servizi, permettendo ai giovani che lo abiteranno di “stare nel mondo” in uno spazio progettato “a misura di persone con autismo”, come ad esempio elementi di domotica, con la consulenza del Politecnico di Torino.

“I giovani adulti con autismo desiderano indipendenza e felicità, come qualunque altro giovane. Noi vogliamo garantire loro questi diritti, non perché fragili ma in quanto esseri umani. Le persone con disabilità intellettiva affrontano sia barriere socio-culturali, radicate nei pregiudizi, sia concrete. Con il nostro progetto Dopodinoi intendiamo offrire un supporto economico che avvii un cambiamento culturale per una reale inclusione, riconoscendo la loro diversità come unicità fatta non solo di limiti ma anche di potenzialità da valorizzare. Portiamo così avanti la nostra missione di impatto sulla comunità, al servizio della carità e del bene comune, facendoci portavoci dell’eredità ritiana”.

Madre Maria Grazia Cossu – Badessa del Monastero e Presidente della Fondazione Santa Rita da Cascia

La Fondazione e i progetti per la disabilità intellettiva

 La Fondazione Santa Rita da Cascia ha già sostenuto importanti progetti sulla disabilità intellettiva per complessivi 265mila euro a sostegno di oltre 110 persone. Destinando 30mila euro in tre anni al Centro Up di Santa Maria degli Angeli (Assisi), struttura socio-educativa per 30 minori, e donando 20mila euro a “La Semente” di Spello, centro terapeutico-riabilitativo diurno per 18 giovani adulti.

Inoltre, 45mila euro, in 3 anni, sono stati destinati alla cooperativa sociale Mio Fratello è Figlio Unico di Roma,per sostenere le autonomie lavorative di 5 ragazzi e adulti autistici, impegnati nei lavori di cura della terra, del casale e degli animali. Per l’inclusione attraverso lo sport, sono infine stati destinati 170mila euro, per 60 tra bambini, ragazzi e giovani adulti con disabilità intellettiva e autismo, a due realtà d’eccellenza: il Villaggio Lakota di Ammonite (Ravenna), dove l’ippoterapia diventa equitazione integrata e l’Accademia del Remo di Napoli, dove il canottaggio si trasforma in una terapia e uno sport praticato a livello agonistico.

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