Nella celebrazione trasmessa in diretta su Rai 1 domenica 1° novembre, il Rettore della Basilica di Santa Rita da Cascia, Padre Giustino Casciano, ha invitato i fedeli a riscoprire la bellezza della vita eterna e la chiamata universale alla santità: un cammino che comincia nelle piccole cose di ogni giorno.
Il Paradiso come promessa di felicità eterna, la santità come vocazione di ogni cristiano e la comunione che unisce la Chiesa del cielo e della terra. Sono stati questi i temi al centro dell’omelia pronunciata dal Rettore della Basilica di Santa Rita da Cascia in occasione della solennità di Tutti i Santi.
Una riflessione che ha invitato a guardare oltre la vita terrena, riscoprendo nella festa di Tutti i Santi non soltanto la testimonianza di coloro che la Chiesa riconosce ufficialmente come santi, ma anche quella di tante persone che hanno vissuto la fede nell’umiltà e nella semplicità quotidiana: nonni, mamme, papà e familiari che, attraverso gesti d’amore e scelte di bene, hanno lasciato un segno nella vita degli altri.
Come ricorda il libro dell’Apocalisse, i santi sono una moltitudine immensa, proveniente da ogni popolo e nazione. Una folla che racconta la bellezza di una chiamata senza confini, perché Dio chiama tutti alla santità, indipendentemente dall’età, dalla condizione e dalla storia personale.
Il Paradiso è una promessa, la santità una strada possibile
Nel corso dell’omelia, il Rettore ha sviluppato quattro messaggi fondamentali legati alla solennità.
Il primo è la certezza della vita eterna. Il Paradiso non è un’invenzione umana per trovare consolazione, ma una promessa annunciata da Gesù stesso, che sulla croce assicura al buon ladrone: «Oggi con me sarai nel paradiso» (Lc 23,43). Una promessa che dà senso anche alle Beatitudini evangeliche, indicando nella comunione con Dio il compimento della felicità umana.
Il secondo messaggio riguarda la possibilità, per ogni battezzato, di diventare santo. Richiamando sant’Agostino e le sue Confessioni, il Rettore ha ricordato che la santità è un cammino aperto a tutti, sostenuto dalla grazia di Dio attraverso i Sacramenti e la preghiera, ma che richiede anche una scelta libera e decisa. Non basta rimandare la conversione: occorre rispondere alla chiamata di Dio nelle decisioni concrete di ogni giorno.
Il terzo messaggio ha richiamato la santità del Paradiso, luogo di amore, bene e gioia, nel quale il male non trova posto. I santi hanno reso candide le loro vesti nel Sangue dell’Agnello, Gesù Cristo, che toglie i peccati del mondo e apre all’umanità la via della salvezza.
Infine, il Rettore ha ricordato la comunione che lega i santi a quanti vivono ancora sulla terra. La morte non cancella il legame nell’amore di Dio: i santi accompagnano il cammino dei fedeli e li sostengono con la loro intercessione. In questa stessa comunione si inserisce la preghiera per le anime del Purgatorio, affinché possano raggiungere la gioia eterna del Paradiso.
Con Santa Rita, verso la gioia eterna
La celebrazione ha offerto anche l’occasione per rivolgere lo sguardo a Maria, Regina di tutti i santi, e ai santi agostiniani particolarmente legati a Cascia, accanto a Santa Rita: la Beata Madre Maria Teresa Fasce e il Beato Simone Fidati. Le loro testimonianze continuano a illuminare il cammino di chi desidera vivere il Vangelo con fede, speranza e carità.
La solennità di Tutti i Santi, celebrata dalla Basilica di Santa Rita e condivisa attraverso la diretta di Rai 1, ha così rinnovato un invito essenziale: riconoscere che la santità non è un traguardo riservato a pochi, ma una possibilità offerta a ciascuno, da accogliere attraverso l’amore, la preghiera e la fedeltà a Dio.
Un messaggio che parte da Cascia e raggiunge tutti, ricordando che il cammino verso il Paradiso comincia già qui, nella vita di ogni giorno, nelle relazioni, nella cura degli altri e nella scelta di compiere il bene.