Settant’anni di una casa nata per accogliere
Nato nel 1956 per volontà della Beata Maria Teresa Fasce, l’Hotel delle Rose continua a essere il luogo in cui l’accoglienza diventa parte del pellegrinaggio verso Santa Rita.
«La comunione nasce dalla capacità di accogliere gli altri, offrendo ascolto, ospitalità e assistenza.»
Papa Leone XIV
Ci sono luoghi che nascono per offrire un servizio e altri che, fin dal primo giorno, custodiscono una missione. L’Hotel delle Rose, che quest’anno celebra settant’anni di storia, appartiene a questa seconda categoria.
Inaugurato nel 1956 come Casa del Pellegrino, fu fortemente voluto dalla Beata Maria Teresa Fasce, che comprese come il pellegrinaggio non si esaurisse nella visita alla Basilica, ma iniziasse dal sentirsi accolti.
Per lei, ospitare significava prendersi cura della persona nella sua interezza, offrendo ristoro al corpo e serenità allo spirito. Settant’anni dopo, quella stessa intuizione continua a vivere tra le mura dell’Hotel.Migliaia di pellegrini provenienti da ogni parte del mondo vi hanno trovato non soltanto una camera, ma un’atmosfera familiare, un sorriso e quel clima di pace che accompagna l’incontro con Santa Rita.
A raccontare la storia, l’identità e il futuro di questa realtà è il direttore Pietro Del Rio.
Quest’anno l’Hotel delle Rose celebra settant’anni di storia. Che significato ha questo anniversario?
«È un traguardo che ci riempie di gratitudine e commozione. Non rappresenta soltanto una ricorrenza, ma la conferma di una vocazione che continua nel tempo.L’Hotel delle Rose è nato per essere un’estensione della casa di Santa Rita, un luogo nel quale il pellegrino possa trovare ristoro. Per Cascia rappresenta anche un punto di riferimento importante e un simbolo della sua profonda identità di città dell’accoglienza.»
Quanto è ancora vivo il messaggio della Beata Maria Teresa Fasce?
«Il suo messaggio è la pietra angolare del nostro lavoro quotidiano. La Beata Maria Teresa comprese che l’accoglienza doveva essere completa: cura dello spirito, ma anche attenzione alle necessità pratiche della persona.Per questo non consideriamo mai l’ospitalità come una semplice attività alberghiera. Ogni ospite deve sentirsi atteso e accolto con gentilezza, ascolto e familiarità.»
C’è un’immagine che rappresenta meglio lo spirito dell’Hotel?
«Una delle immagini più belle è quella delle famiglie che tornano di generazione in generazione. Ci sono nonni che erano venuti qui da giovani e che oggi accompagnano i nipoti, mostrando fotografie scattate negli anni Sessanta o Settanta.È emozionante anche vedere pellegrini provenienti da Paesi diversi condividere un sorriso, una preghiera o la commozione vissuta dopo la visita al Santuario.»
Come è cambiato il pellegrino e come si è evoluto l’Hotel?
«Oggi gli ospiti cercano maggiore comfort, flessibilità, accessibilità e servizi tecnologici efficienti. L’Hotel si è quindi rinnovato, migliorando gli ambienti e la qualità dell’accoglienza.La sfida è innovare senza perdere l’anima del luogo. Chi soggiorna qui deve trovare servizi di qualità, ma anche continuare a respirare un’atmosfera di pace, silenzio e fraternità.»
Che cosa direbbe a chi non è mai stato a Cascia?
«Direi che l’Hotel delle Rose non è semplicemente un luogo in cui pernottare, ma l’inizio dell’esperienza del pellegrinaggio.È un’oasi di pace, a pochi passi dai luoghi ritiani, nella quale la cura del corpo si unisce alla serenità della mente e dello spirito.»
Qual è il suo augurio per il futuro?
«L’augurio è che l’Hotel delle Rose possa continuare a leggere i cambiamenti del tempo, restando fedele alla propria missione originaria.Che possa essere sempre una casa lontano da casa per i pellegrini di tutto il mondo, sotto la protezione della Beata Maria Teresa Fasce e di Santa Rita.»