Santa Rita, una vita segnata da cadute e rinascite che mostra come la santità sia possibile per tutti

Nella Chiesa cattolica i santi hanno due funzioni principali: intercedere continuamente presso Dio in favore degli uomini ed essere modelli di vita da imitare. Ognuno di noi può riconoscersi in qualche santo, per affinità o per empatia, perché le loro storie parlano anche delle nostre fragilità e delle nostre speranze. Santa Rita da Cascia risponde pienamente a entrambe queste dimensioni. La sua intercessione è considerata potente ed efficace, come testimoniano le tante persone che si affidano alla sua preghiera. Non a caso è conosciuta come “la santa degli impossibili”.

Allo stesso tempo, la sua vita – ricca di eventi drammatici ma anche di grazia – rappresenta un esempio concreto di fede vissuta nelle difficoltà quotidiane.

Una vita attraversata dalla prova

Rita attraversò infatti tutti gli stati della vita: fu figlia, moglie, madre, vedova e infine religiosa. In ciascuna di queste condizioni conobbe prove profonde, che misero a dura prova la sua fede. La sua esistenza può essere letta come una vera e propria Via Crucis, fatta di cadute e di continue risalite.

Da adolescente sognava la vita religiosa, ma fu costretta al matrimonio: la prima caduta, dalla quale si rialzò scegliendo di amare fino in fondo l’uomo che Dio aveva posto accanto a lei. Il marito, inizialmente difficile, la maltrattò – come purtroppo accadeva a molte donne del suo tempo. Fu la seconda caduta, dalla quale Rita si rialzò con pazienza e fede, soprattutto dopo la nascita dei figli e la conversione del marito.

Quando il marito venne ucciso, Rita affrontò una terza caduta, segnata da dolore e drammatiche conseguenze per la famiglia. Anche i suoi figli morirono poco tempo dopo, lasciandola completamente sola. La vedovanza, in quell’epoca, era una condizione particolarmente dura per una donna. Rita sperimentò tutta la fatica di quella solitudine: una quarta caduta, dalla quale seppe rialzarsi compiendo un gesto straordinario di perdono. Non solo perdonò gli assassini del marito, ma lavorò per riportare pace e riconciliazione tra le famiglie coinvolte.

La perseveranza che apre le porte

Il cammino non era ancora finito. Rita desiderava entrare in monastero, come aveva sognato da bambina, ma le porte le furono inizialmente chiuse. Fu la quinta caduta, che superò ancora una volta attraverso la perseveranza e la riconciliazione.

Entrata finalmente in monastero, Rita continuò a vivere le piccole e grandi prove della vita comunitaria. Ogni giorno si rialzò con carità, umiltà e amore verso le consorelle. La sua unione con Cristo divenne così profonda che, secondo la tradizione, Gesù le concesse di condividere fisicamente la sua sofferenza: una spina della corona di Cristo le ferì la fronte, e quella ferita la accompagnò fino alla morte. Dopo tante cadute illuminate dalla luce della risurrezione, Rita trovò la pace e la gloria del Paradiso.

La santità è possibile per tutti

Anche la nostra vita, in modi diversi, è spesso una Via Crucis fatta di difficoltà, errori e cadute. La storia di Santa Rita ci ricorda che è sempre possibile rialzarsi. Seguendo il suo esempio possiamo trovare la forza di guardare oltre il dolore e intravedere la luce finale.

La santità, infatti, non è riservata a pochi privilegiati. Santa Rita era una donna semplice: non era un genio né possedeva carismi straordinari. Ha saputo però valorizzare al massimo le risorse che Dio dona a ogni persona.

I santi sono stati uomini e donne come noi: fragili, talvolta peccatori, ma capaci di affidarsi completamente a Dio. Per questo la preghiera a Santa Rita non è solo una richiesta di grazie per le situazioni difficili. È soprattutto una domanda di forza per rialzarci dalle nostre cadute, con la certezza che, come è accaduto a lei, anche per noi la strada della speranza rimane sempre aperta.


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