Custode dell’Eucaristia, testimone di una fede umile e vigilante
La figura del Beato Simone Fidati continua a parlare al cuore dei fedeli con la forza discreta di una vita interamente donata a Dio, alla Chiesa e al mistero dell’Eucaristia.
Simone nacque a Cascia nel 1295. In questa terra affondano le sue radici umane e spirituali, qui maturò quella sensibilità interiore che lo avrebbe accompagnato per tutta la vita. Entrato nell’Ordine di Sant’Agostino, si formò nello studio e nella preghiera, coltivando un ascolto profondo di Dio e delle inquietudini dell’uomo.
La sua non fu una santità fatta di gesti eclatanti o visioni straordinarie, ma di fedeltà quotidiana, di silenzio abitato, di parola meditata. Nei suoi scritti e nella sua predicazione invitava a una fede autentica, capace di scendere nel profondo dell’anima e di trasformare concretamente la vita.
Il dono del Miracolo Eucaristico
La tradizione lega indissolubilmente il Beato Simone al Miracolo Eucaristico avvenuto intorno al 1330. Un’Ostia consacrata, trascurata e dimenticata, manifestò in modo visibile ciò che la fede della Chiesa professa da sempre: la presenza reale di Cristo nell’Eucaristia.
Simone riconobbe in quel segno non uno scandalo, ma una chiamata. Con rispetto e responsabilità si fece custode del Miracolo e lo condusse a Cascia, affidandolo alla preghiera della comunità. Da allora, quel Sangue è per la città un richiamo costante alla santità del Sacramento e alla necessità di accostarvisi con cuore puro.
Cascia lo ricorda il 16 febbraio, giorno in cui la comunità contempla il legame profondo tra il Beato Simone e il Miracolo Eucaristico. Una memoria che non riguarda solo il passato, ma interpella il presente della fede: ricordare Simone significa rinnovare lo stupore davanti all’Eucaristia e la responsabilità di custodirla con amore.
L’Eucaristia, cuore della vita cristiana
L’Eucaristia è il dono più grande affidato alla Chiesa: pane spezzato che diventa Corpo di Cristo, vino versato che diventa il suo Sangue. È una presenza viva e silenziosa, fragile solo in apparenza, che chiede adorazione più che parole, conversione del cuore più che curiosità.
Secondo la fede della Chiesa, non si tratta di un simbolo, ma di una presenza reale, che domanda rispetto, consapevolezza e amore. I miracoli eucaristici non aggiungono nulla alla fede, ma servono a risvegliarla, soprattutto quando rischia di trasformarsi in abitudine.
Una memoria che continua a generare preghiera
Il Beato Simone morì nel 1348, negli anni segnati dalla peste. La sua eredità, però, è luminosa: una fede sobria, radicata, profondamente eucaristica. A Cascia, e in modo particolare nel monastero, la sua memoria continua a sostenere la preghiera delle monache e dei pellegrini. Custode dell’Eucaristia, Simone Fidati rimane un invito discreto e potente: vivere alla presenza di Dio con umiltà e vigilanza del cuore.
Il Miracolo oggi: da Simone a Carlo, una testimonianza che attraversa il tempo
Il Miracolo Eucaristico legato al Beato Simone è custodito nella Basilica inferiore di Cascia, dove oggi è presente anche una mostra permanente sui miracoli eucaristici del giovane santo Carlo Acutis. Qui la memoria di Simone dialoga in modo sorprendente con quella di Carlo, che fece dell’Eucaristia il centro della sua vita, definendola «la mia autostrada per il Cielo».
Nella Basilica inferiore, il Sangue custodito da Simone e lo stupore narrato da Carlo si incontrano, unendo epoche lontane in un’unica testimonianza: Cristo resta con noi nell’Eucaristia e continua a cercare cuori pronti ad adorare, custodire e testimoniare.
Un legame silenzioso ma potente, che fa di Cascia non solo un luogo di memoria, ma di presenza viva, dove la fede dei santi continua a educare alla reverenza, all’adorazione e all’amore eucaristico.