La grata è dove si incontrano disperazione e nuova speranza

“… sostegno per i deboli, fari che segnalano il porto, fiaccole che illuminano la notte, sentinelle che annunciano il nuovo giorno”. Così Papa Francesco nel 2020 ha descritto i religiosi di vita contemplativa, nella Giornata di preghiera per le Claustrali, che ricorre anche quest’anno il 21 novembre.

Questo giorno, infatti, nel quale la liturgia celebra la presentazione della Beata Vergine Maria al Tempio, che offre se stessa a Dio fin dalla nascita, è dedicato alle comunità claustrali, che offrono, come Maria, la loro vita al Signore e all’intercessione per tutti gli uomini.  

La grata che accoglie

La nostra comunità è dedicata alla ricerca di Dio e condivide i frutti di questa ricerca con i nostri fratelli e sorelle. Perciò la grata del parlatorio del Monastero non è vista né sentita come oggetto di separazione ma come segno di accoglienza, che mette insieme carità e attenzione, misericordia e compassione, benevolenza e rispetto di ogni singola persona e della sua sensibilità.

Alla grata si presentano tante persone che hanno visto spegnersi la fede, l’amore, la gioia, la pace e cercano consolazione per poter mantenere vivo il lume della speranza. La carità ci spinge a farci carico di loro, a prenderle tutte nel cuore, a perderci in loro per poterle capire e far sperimentare l’amicizia, la Provvidenza, l’accoglienza di Dio. A quella grata, avviene l’incontro tra la disperazione e la consolazione; lì si attua il ministero della consolazione umana attraverso il mistero della consolazione divina.

Dalla consolazione al nuovo inizio

Attraverso la grata dei parlatori del Monastero avviene un incontro speciale, che porta noi monache ad esplorare nel profondo l’animo di ogni donna o uomo che si presenta davanti a noi.

Molti si avvicinano dicendo di non avere fede e con un atteggiamento di chiusura. Eppure sono lì e noi, grazie allo Spirito Santo che agisce, capiamo che quello è il loro modo di chiederci aiuto e proviamo a demolire tutti i muri della paura e del dolore. Appena le difese vengono meno, parte anche un percorso di riscoperta della presenza di Dio e della fiducia in Lui. Un vero nuovo inizio nella luce. Ed è sempre un dono reciproco!

VISITA IL NOSTRO MONASTERO A CASCIA

Proprio perché sentiamo ognuno di voi parte fondamentale della nostra famiglia, il Monastero di clausura, dove Santa Rita visse 40 anni, è aperto tutti i giorni alle visite dei pellegrini, che con noi sono alla ricerca del senso della vita nel Signore, con l’intercessione della nostra Santa Rita.

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