Roccaporena ospita il Meeting nazionale dei Parchi Culturali Ecclesiali
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Liberi di amare: il coraggio di lasciare
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Dal 12 al 20 maggio la Novena di Santa Rita : tra gli appuntamenti il nuovo Rosario per la Pace in Basilica e in streaming
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Fiorire anche d’inverno: l’insegnamento di Santa Rita
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Sport e inclusione: a Cascia il 4 e 5 maggio con Special Olympics
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Festa di Santa Rita 2026: da Cascia un messaggio di pace che unisce il mondo
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La spina e il perdono: accogliere il dolore per trasformarlo in amore
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Sabato 2 maggio – Cascia in musica: l’Auditorium Chamber Orchestra in concerto nella Basilica di Santa Rita
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Il vuoto che genera speranza: l’insegnamento di Santa Rita
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L’ascolto, cuore della vita di Santa Rita
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Gli auguri delle monache per la Pasqua
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11-12 aprile a Cascia: la Pia Unione celebra 20 anni con una lampada che unisce tutta l’Italia
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Festa di Santa Rita 2026: ti aspettiamo anche in diretta social
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Da Piazza San Pietro a Cascia: il viaggio della Fiaccola che unisce Chicago e la terra di Santa Rita nel segno della pace, del perdono e della riconciliazione
Papa Leone XIV ha benedetto il 20 maggio, la Fiaccola del Perdono e della Pace di Santa Rita durante l’Udienza Generale in Piazza San Pietro. Un momento di profonda intensità spirituale ed emozione che ha segnato la tappa più significative del pellegrinaggio della Fiaccola, simbolo del gemellaggio che ogni anno unisce Cascia a una città del mondo per diffondere il messaggio di pace, speranza e riconciliazione della Santa degli impossibili.
Accanto alla Fiaccola, davanti al Santo Padre, erano presenti la Badessa del Monastero Santa Rita da Cascia, Madre Maria Grazia Cossu, il Rettore della Basilica di Santa Rita, Padre Giustino Casciano, insieme ai rappresentanti del Monastero Santa Rita e delle istituzioni della città di Cascia. Una presenza che ha voluto testimoniare il profondo legame tra la comunità ritiana, l’Ordine agostiniano e il pontificato di Leone XIV.
Quest’anno la città scelta per il gemellaggio è stata Chicago, luogo profondamente legato alla vita del Pontefice agostiniano. Proprio da lì la Fiaccola ha iniziato il suo cammino di fede e fraternità attraversando simbolicamente continenti, culture e popoli per giungere fino al cuore della cristianità.
La benedizione del Papa in Piazza San Pietro
Nel corso dell’Udienza Generale dedicata al ciclo sui documenti del Concilio Vaticano II, Papa Leone XIV ha benedetto la Fiaccola davanti ai fedeli riuniti in Piazza San Pietro. Un gesto dal forte valore simbolico che rinnova il messaggio universale di Santa Rita e richiama il mondo intero alla necessità della pace e del dialogo.
La luce della Fiaccola diventa così segno concreto di riconciliazione in un tempo ferito da guerre, divisioni e violenze. Attraverso il suo viaggio, porta con sé l’invito a costruire ponti e non muri, a ritrovare la forza del perdono e a custodire la dignità di ogni persona.
Dopo il viaggio negli Stati Uniti e il passaggio in Vaticano, la Fiaccola farà ritorno questa sera a Cascia, dove accompagnerà le celebrazioni della Festa di Santa Rita, cuore spirituale di una devozione che continua a parlare al mondo intero.
Sarà possibile vivere da casa i momenti più intensi della Festa di Santa Rita 2026 grazie alle dirette streaming sui canali social del Monastero Santa Rita — Facebook, YouTube — e alla programmazione speciale di TV2000, che il 22 maggio seguirà in diretta le celebrazioni da Cascia e su MEP Radio.
Le giornate del 21 e 22 maggio accompagneranno fedeli e devoti nel cuore delle celebrazioni dedicate alla Santa degli impossibili, tra spiritualità, testimonianze, tradizione e preghiera.
21 maggio: le “Donne di Rita”, il Transito e la Fiaccola della Pace
La giornata del 21 maggio si aprirà alle ore 10:00 nella Sala della Pace con il “Riconoscimento Internazionale Santa Rita 2026” e la presentazione delle “Donne di Rita” 2026: Mirna Pompili, Lucia Di Mauro e Fannì Curi. A condurre sarà Giacomo Marinelli Andreoli, direttore di Umbria TV.
Alle ore 16:30, nella Basilica di Santa Rita, si terrà la Santa Messa celebrata dal Priore Generale degli Agostiniani, Padre Joseph Farrell, con la partecipazione della Famiglia Agostiniana. Al termine sarà consegnato il “Riconoscimento Internazionale Santa Rita 2026”, accompagnato dal messaggio della Badessa del Monastero Santa Rita da Cascia, Madre Maria Grazia Cossu. La celebrazione sarà trasmessa in diretta sul canale YouTube “Santa Rita da Cascia Agostiniana”.
Alle ore 18:00 si svolgerà la Solenne celebrazione del Transito di Santa Rita, anch’essa in diretta streaming sul canale YouTube del Monastero.
La serata proseguirà alle ore 20:30 con il raduno dei gonfaloni dei Comuni partecipanti, delle Autorità Civili, Religiose e Militari in Piazza Garibaldi, seguito dal corteo verso il Santuario di Santa Rita.
Alle ore 20:45, a Roccaporena, si terrà la benedizione delle moto e dei motociclisti e la consegna della Fiaccola del Perdono e della Pace ai motociclisti diretti verso Cascia.
Alle ore 21:30, nella Basilica di Santa Rita, si svolgerà l’accoglienza della delegazione di Chicago e delle Donne premiate, con lo scambio dei doni, l’arrivo della Fiaccola della Pace e del Perdono, l’accensione del tripode e la consegna della lampada votiva alla Badessa per l’Urna di Santa Rita. L’evento sarà trasmesso in diretta su YouTube, Facebook e Instagram del Monastero Santa Rita da Cascia Agostiniana.
22 maggio: la grande festa in diretta da Cascia anche su TV2000
Il 22 maggio, giorno della Festa di Santa Rita, le celebrazioni saranno seguite in diretta anche da TV2000 conDi Buon mattino con il conduttore Giacomo Cesare Avanzi che sarà proprio a Cascia, con collegamenti, servizi, interviste.
Dalle ore 7:30 TV2000 sarà in collegamento da Cascia per seguire la processione proveniente da Roccaporena con la Statua di Santa Rita.
Alle ore 10:30, in Viale del Santuario, arriverà la Processione da Roccaporena con il Corteo Storico che rievoca la vita di Santa Rita, accompagnato dalla Banda “Giovanni e Donato” di Cascia.
Alle ore 11:00, nella Sala della Pace, sarà celebrato il Solenne Pontificale presieduto dal Cardinale Stanisław Dziwisz, Arcivescovo emerito di Cracovia.
Alle ore 12:30, sul sagrato della Basilica di Santa Rita, si terranno la Supplica a Santa Rita e la tradizionale Benedizione delle Rose.
Inoltre, d’intesa e col supporto tecnico di Monastero e Fondazione Santa Rita da Cascia e della Radio Vaticana, MEP Radio Organizzazione – FM Lazio-Umbria trasmetterà in diretta integrale i principali eventi delle “Celebrazioni Ritiane 2026”:
– mercoledì 20 maggio, dalle ore 09.50 circa, da Piazza San Pietro (Città del Vaticano), Udienza Generale con Papa Leone XIV; – giovedì 21 maggio, dalle ore 09.50 circa, dalla Sala della Pace (Monastero di Santa Rita – Cascia), “Riconoscimento Internazionale Santa Rita 2026”: – venerdì 22 maggio, dalle ore 10.50 circa, dalla Sala della Pace (Monastero di Santa Rita – Cascia), Solenne Pontificale. MEP Radio è ricevibile nel Lazio, in Umbria, in streaming audio sul sito mepradio.ite sulle pagine Facebook MEP Radio Organizzazione, MEP Radio Umbria e MEP Radio San Marino
Tutta la mattina del 22 maggio sarà trasmessa in diretta sui canali YouTube, Facebook e Instagram del Monastero Santa Rita da Cascia Agostiniana, oltre che su TV2000.
Il Monastero di Santa Rita da Cascia presenta le donne del Riconoscimento Internazionale Santa Rita 2026: testimonianze di fede e speranza capaci di trasformare la sofferenza in amore per gli altri
Tre storie diverse, unite da un unico messaggio: anche nel dolore più profondo è possibile scegliere il bene.
Le premiate di quest’anno sono Fannì Curi, Lucia Di Mauro e Mirna Pompili: donne segnate da esperienze dolorose, che hanno saputo trovare nella fede e nell’umanità la forza per rinascere e aiutare gli altri.
𝐅𝐚𝐧𝐧𝐢̀ 𝐂𝐮𝐫𝐢: 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐝𝐢𝐭𝐚 𝐚𝐥 𝐝𝐨𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐬𝐞́
Fannì Curi ha vissuto il dolore della perdita del figlio Luca, nato con una grave malattia cardiaca e sottoposto a numerosi interventi fino alla morte. Una sofferenza immensa che, però, non l’ha spezzata. Accanto al marito Sante, ha trasformato il dolore in impegno concreto verso i più fragili: dalle persone senza dimora alle donne vittime di sfruttamento, fino al sostegno ad altri genitori che hanno perso un figlio.
La sua storia è segnata anche dalla scoperta della verità sulla propria adozione: una ferita che si è trasformata in un cammino di riconciliazione e perdono. “Tutto l’amore che non ho avuto, sento di doverlo dare”, racconta.
Lucia Di Mauro ha affrontato la tragedia dell’uccisione del marito, guardia giurata, assassinato da quattro ragazzi. Tra loro anche un minorenne, con il quale Lucia sceglie di intraprendere un percorso umano sorprendente. Invece di fermarsi all’odio, decide di incontrarlo, accompagnarlo e seguirne nel tempo il cammino di crescita.
Una scelta radicale, che rompe la logica della vendetta e testimonia la possibilità di una giustizia fondata sull’umanità e sulla misericordia.
Dopo la morte della figlia Camilla in un incidente, Mirna Pompili ha scelto di non lasciare spazio al rancore. Ha sentito il bisogno di rassicurare la donna coinvolta nell’accaduto, spiegandole che nel cuore della sua famiglia non c’era odio.
Nel tentativo di sostenere l’altra persona, Mirna ha trovato una strada per trasformare il proprio dolore in un’esperienza condivisa, avviando un percorso di fede e riconciliazione che ha avvicinato entrambe alla preghiera e ai sacramenti. Una testimonianza che richiama profondamente la figura di Santa Rita, donna di pace e di perdono.
𝐈𝐥 𝐑𝐢𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐈𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐒𝐚𝐧𝐭𝐚 𝐑𝐢𝐭𝐚
Le “Donne di Rita” 2026 saranno presentate ufficialmente il 21 maggio alle ore 10 a Cascia, nell’ambito delle celebrazioni dedicate a Santa Rita. Il Riconoscimento Internazionale Santa Rita rende omaggio ogni anno a donne che, attraverso la propria vita, testimoniano i valori della Santa dei Casi Impossibili e diventano esempio di speranza per la comunità.
Una presenza che continua ad accompagnarci
Si conclude il cammino dei 15 Giovedì di Santa Rita, un percorso di preghiera, affidamento e speranza che, settimana dopo settimana, ha unito migliaia di fedeli nel segno della Santa degli impossibili. Ma ciò che termina nel calendario continua nel cuore: perché Santa Rita resta presenza viva accanto a chi soffre, a chi spera, a chi cerca pace e consolazione.
Nel mistero della santità si compie una straordinaria verità: proprio quando un santo lascia questa terra, diventa ancora più vicino all’umanità. È così anche per Santa Rita. Il suo distacco dal mondo non è assenza, ma una forma nuova di vicinanza. Una presenza silenziosa e amorevole che continua a vegliare su ciascuno di noi.
Santa Rita, sorella di tutti
Santa Rita conosce il dolore umano. Ha vissuto il lutto, la violenza, le ferite della vita, ma ha trasformato ogni sofferenza in amore e riconciliazione. Per questo continua ad essere una compagna di cammino credibile per chi attraversa momenti difficili.
Davanti a lei cadono le differenze: non contano il ruolo sociale, il prestigio o la ricchezza. Restiamo semplicemente uomini e donne fragili, bisognosi di essere accolti, protetti e amati. Ed è proprio qui che Rita si fa sorella di tutti, donna capace di ricordarci che nessuno è davvero solo.
La sua intercessione consola, sostiene e incoraggia. A lei possiamo affidare senza paura le nostre inquietudini, le ferite nascoste, il desiderio di pace e il bisogno di sentirci custoditi.
Una sentinella di pace per il nostro tempo
Oggi più che mai il mondo ha bisogno di pace. Guerre, divisioni, paure e solitudini attraversano le famiglie e i popoli. Eppure, proprio in questo tempo ferito, la figura di Santa Rita continua a parlare con forza.
Già nel Giubileo del 2000, proclamato dall’ONU come anno della pace, Santa Rita venne indicata come esempio di riconciliazione e di amore capace di vincere la violenza. San Giovanni Paolo II la definì una “figura dolce e sofferente”, capace di riportare pace anche nelle situazioni più drammatiche della vita umana.
Anche Papa Leone XIV, allora cardinale e oggi Pontefice, l’ha invocata come mediatrice di pace in tempi di guerra, indicando la Santa di Cascia come modello di riconciliazione per il cuore delle persone e per i popoli. La pace, ha ricordato il Papa, “vuole abitare il cuore umano” e può vincere la violenza con la forza mite dell’amore.
Non siamo soli
Questo è il messaggio che il 15° Giovedì di Santa Rita lascia a ciascuno di noi: non siamo soli.
Santa Rita continua a vegliare sulle nostre famiglie, sui malati, su chi vive il dolore, su chi porta nel cuore una ferita o una preghiera impossibile. Continua a indicarci una strada fatta di perdono, fraternità e speranza.
E mentre si conclude questo cammino dei Giovedì, resta la certezza di una presenza che non ci abbandona mai: quella di una Santa che, ancora oggi, accompagna i passi dell’umanità con la tenerezza di una sorella e la forza della fede.
Dal 11 al 13 maggio confronto sui “Cammini della Fede” tra spiritualità, territori e turismo sostenibile
Con un momento particolarmente significativo di spiritualità e accoglienza prenderà avvio il Meeting nazionale dei Parchi Culturali Ecclesiali. Alle ore 18:30 dell’ 11 maggio c’è stata una visita guidata alla Basilica di Santa Rita e la celebrazione della Santa Messa presieduta da S.E. Mons. Renato Boccardo. Al termine, le monache agostiniane hanno consegnato ai partecipanti le rose benedette di Santa Rita, simbolo della Santa e segno di fede, speranza e consolazione.
Dal 11 al 13 maggio 2026 Roccaporena, terra natale di Santa Rita, accoglierà il Meeting nazionale dei Parchi Culturali Ecclesiali (PCE), promosso nell’ambito del progetto della Conferenza Episcopale Italiana dedicato alla valorizzazione dei territori, dei cammini spirituali e delle comunità locali.
Tre giornate di incontro, dialogo e condivisione che riuniranno rappresentanti dei Parchi Culturali Ecclesiali provenienti da diverse diocesi italiane e referenti diocesani impegnati nell’APP della CEI “Cammini della Fede”, con l’obiettivo di riflettere sul futuro del turismo religioso sostenibile e sul ruolo dei cammini spirituali nella vita delle comunità.
Il tema scelto per questa edizione, “I Cammini della Fede nella realtà italiana”, mette al centro il valore del pellegrinaggio e della mobilità lenta come esperienza di crescita spirituale, culturale e umana. Un’occasione per approfondire il significato dell’accoglienza dei pellegrini e delle pellegrine, della custodia dei territori e della capacità delle comunità ecclesiali di raccontare la propria identità attraverso la fede, la memoria e le tradizioni locali.
Il programma del meeting prevede tavole rotonde, testimonianze, momenti di approfondimento e visite esperienziali dedicate ad alcuni dei principali cammini religiosi italiani, considerati strumenti capaci di intrecciare evangelizzazione, cultura, spiritualità e valorizzazione delle aree interne. Ampio spazio sarà dedicato anche alla condivisione di buone pratiche e progetti sviluppati nelle diverse diocesi italiane per promuovere un modello di turismo rispettoso dei luoghi, delle persone e del creato, in sintonia con lo spirito della Laudato Si’.
La scelta di Roccaporena come sede dell’incontro assume un significato particolarmente simbolico. La terra di Santa Rita continua infatti a essere meta di pellegrinaggi e luogo di fede viva, speranza e preghiera per migliaia di persone provenienti da tutto il mondo.
In questo contesto si inserisce anche l’esperienza del Cammino di Santa Chiara e Santa Rita, uno dei progetti più significativi promossi dal Parco Culturale Ecclesiale “Terre di pietra e d’acqua” dell’Archidiocesi di Spoleto-Norcia. Il percorso unisce Montefalco e Cascia attraverso un itinerario spirituale che mette in dialogo le figure di Santa Chiara della Croce e Santa Rita, due donne umbre, due sante agostiniane e due straordinarie testimoni di fede.
Una prima edizione del cammino venne sviluppata nel 2012 da Padre Angelo Lemme dell’Ordine di Sant’Agostino insieme a Roberto Agostini. Dal 2022 il Parco Culturale Ecclesiale “Terre di pietra e d’acqua” ha ripreso e rilanciato il progetto, lavorando per inserirlo tra i cammini religiosi italiani più significativi e valorizzando il messaggio spirituale e umano delle due sante.
Il Meeting nazionale dei Parchi Culturali Ecclesiali rappresenterà dunque anche un’importante occasione per rafforzare il legame tra il Monastero di Santa Rita, Roccaporena e le esperienze di pastorale territoriale che, attraverso i cammini della fede, promuovono nuove forme di accoglienza, incontro e cura delle comunità.
I Parchi Culturali Ecclesiali, promossi dalla CEI, nascono infatti con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio materiale e immateriale delle Chiese locali, sostenendo esperienze di turismo sostenibile, custodia del creato e sviluppo umano integrale, mettendo al centro la persona e la bellezza dei territori.
Anche il Parco Culturale Ecclesiale “Terre di pietra e d’acqua” si muove in questa direzione, proponendo itinerari, esperienze e cammini che raccontano l’identità spirituale e culturale dell’Archidiocesi di Spoleto-Norcia attraverso un turismo lento, responsabile, conviviale e attento alle relazioni umane.
Da Santa Rita una lezione attuale contro il possesso e per un amore che fa crescere
L’arte difficile del lasciare
Nel cammino dei giovedì dedicati a Santa Rita emerge una verità tanto semplice quanto rivoluzionaria: per crescere nello spirito bisogna imparare a lasciare.
Non si tratta di perdere, ma di liberare il cuore da ciò che lo imprigiona. Santa Rita, attraversando sofferenze profonde, non si è lasciata schiacciare dal dolore: ha scelto di guardare avanti, di non trattenere il male ricevuto, di non restare prigioniera delle ferite.
La sua forza nasceva dalla consapevolezza di non essere sola: nel dolore, Cristo era con lei. Ed è proprio questa fede che le ha permesso di lasciare andare ciò che la feriva, senza permettere al male di definirla.
Lasciare non è perdere, ma generare
Ma cosa significa davvero “lasciare”? Significa avere il coraggio di non trattenere per paura, ma di affidare con fiducia.
Santa Rita lo ha vissuto nella forma più radicale: dopo la perdita dei figli, avrebbe potuto chiudersi in un dolore sterile. Invece ha compiuto un gesto interiore profondissimo: li ha consegnati a Dio, riconoscendo che l’amore vero non trattiene, ma restituisce.
Lo stesso è accaduto nel rapporto con il marito: il perdono non è stato debolezza, ma un atto di libertà. Ha lasciato andare l’odio e la vendetta, quei “relitti interiori” a cui spesso ci aggrappiamo e che invece ci trascinano a fondo.
Il possesso non è mai amore
Questa è forse la lezione più attuale. Viviamo in un tempo in cui spesso l’amore viene confuso con il possesso: “Sei mia”, “non posso vivere senza di te”, “o con me o con nessun altro”.
Eppure, questi non sono segni d’amore, ma di paura.
Santa Rita ci insegna con forza che il possesso non è mai amore, neanche quando si nasconde dietro gesti apparentemente affettuosi. Non è amore una maternità che non lascia crescere i figli, non è amore una relazione che soffoca, non è amore ciò che imprigiona invece di far fiorire
L’amore vero genera vita, non la controlla.
Lasciare per amare davvero
Lasciare significa allora: fidarsi, anche quando fa paura, non trattenere, anche quando si vorrebbe stringere, liberare, invece di possedere È un atto difficile, perché va contro il nostro istinto di controllo. Ma è anche l’unico modo per vivere relazioni autentiche. Santa Rita ci mostra che solo chi sa lasciare sa amare davvero.
E forse oggi, più che mai, abbiamo bisogno di riscoprire questa libertà: una libertà che non divide, ma fa crescere, che non trattiene, ma dona, che non possiede, ma ama.
Dal 12 al 20 maggio a Cascia un intenso cammino di preghiera comunitaria. Tra le novità, il Rosario serale aperto anche online a tutti i fedeli
La Novena di Santa Rita da Cascia è alle porte e si prepara ad accogliere, come ogni anno, migliaia di fedeli in un clima di raccoglimento, fede e condivisione. A partire dalla prossima settimana, dal 12 al 20 maggio, il Monastero di Santa Rita da Cascia sarà il cuore pulsante di un percorso spirituale che culminerà nelle celebrazioni dedicate alla Santa degli impossibili.
Una novità per il 2026: il Rosario per la Pace
Tra gli appuntamenti più significativi di questa edizione spicca una novità importante: lo Speciale Rosario per la Pace, che si terrà ogni sera alle ore 21.00 presso la Basilica di Santa Rita.
Si tratta di un momento di profonda preghiera comunitaria, in cui le voci delle monache e dei padri della famiglia agostiniana si uniranno a quelle dei fedeli presenti, dando vita a un’unica, intensa invocazione per la pace.
Un’esperienza aperta a tutti, anche online
Il Rosario per la Pace sarà anche un’esperienza accessibile a tutti, senza confini geografici. Grazie alla diretta streaming sui canali social del Monastero, chiunque potrà partecipare spiritualmente, ovunque si trovi.
Un segno concreto di apertura e condivisione, che amplia la portata della Novena e permette di vivere questo appuntamento quotidiano anche a distanza, in comunione con la comunità di Cascia.
Una preghiera per il mondo e per ogni cuore
Ogni sera diventerà un’occasione per affidare al Cielo le intenzioni di pace, invocando l’intercessione della Madonna e di Santa Rita. In un tempo segnato da tensioni e fragilità, questo momento si propone come uno spazio di raccoglimento e speranza, capace di unire i cuori in un’unica preghiera.
La Novena si conferma così non solo come tradizione, ma come esperienza viva e attuale, capace di parlare al presente e di coinvolgere una comunità sempre più ampia.
Quando la fede attraversa il freddo della vita
In questo tempo che ci avvicina alla festa di Santa Rita da Cascia, la natura si riempie di colori e profumi: le rose sbocciano, la primavera porta luce e bellezza. Eppure, il segno più potente legato alla nostra Santa non nasce nel tepore della primavera, ma nel rigore dell’inverno.
È proprio lì, nel freddo e nell’apparente assenza di vita, che avviene il miracolo della rosa. Un segno che non è solo straordinario, ma profondamente simbolico: la possibilità di rifiorire anche nelle situazioni più difficili della nostra esistenza.
Il significato della rosa in inverno
Quando Santa Rita, prima di morire, chiese una rosa dal suo orto di Roccaporena in pieno inverno, non compì solo un gesto di devozione, ma lasciò un messaggio potente.
Quella rosa rappresenta il suo non arrendersi davanti al male, il suo continuare a credere anche quando tutto sembrava perduto. È un atto di fiducia e di amore verso Cristo, un modo per dire grazie per averla sostenuta nelle prove più dure.
La sua vita, segnata da sofferenze familiari e personali, ci insegna che la fede non elimina il dolore, ma lo trasforma.
Vincere il male con il bene
Spesso pensiamo che credere significhi essere protetti da ogni difficoltà. Ci aspettiamo che la vita, grazie alla fede, sia sempre serena e luminosa. Ma quando arrivano le prove, possiamo sentirci smarriti, persino abbandonati.
Santa Rita ci mostra una strada diversa: “vincere il male con il bene”.
Questo significa trasformare gli ostacoli in occasioni di crescita, le ferite in possibilità di amore, le difficoltà in cammini di speranza. È proprio nelle prove che la fede si rafforza e diventa autentica.
Rifiorire nelle difficoltà quotidiane
La storia di Santa Rita non è fatta solo di miracoli, ma di scelte quotidiane: perdono, pazienza, amore. Non è diventata modello di fede nei momenti facili, ma nelle situazioni più dure e dolorose. Anche noi siamo chiamati a questo: rifiorire nelle nostre difficoltà, nelle relazioni complicate, nelle fragilità, nelle fatiche della vita.
E quando torniamo alla nostra quotidianità, magari dopo una preghiera a C un momento di raccoglimento, possiamo portare con noi questo dono: un cuore riconciliato, capace di parole di pace, di perdono e di speranza.
Il 4 e 5 maggio al via un’importante iniziativa del Team Umbria per promuovere integrazione, confronto e partecipazione
Parte da Cascia l’attività sul territorio del rinnovato Team Umbria di Special Olympics, sotto la presidenza di Massimo Lenti e la direzione di Edoardo Valecchi.
In collaborazione con l’Amministrazione comunale, l’Istituto omnicomprensivo “Beato Simone Fidati”, il Centro sportivo “Magrelli”, il Monastero e la Fondazione di Santa Rita da Cascia, prende il via una due giorni dedicata allo sport e all’inclusione, con attività pratiche e momenti di confronto tra esperti e operatori.
4 maggio: attività motoria inclusiva per studenti e alunni
La prima giornata, lunedì 4 maggio, si svolgerà presso il Centro sportivo “Magrelli” dalle 9.30 alle 13.00 e sarà dedicata a un’ampia attività motoria inclusiva che coinvolgerà tutti gli alunni e studenti dell’Istituto omnicomprensivo Fidati.
Un momento concreto per vivere lo sport come strumento di integrazione, partecipazione e crescita condivisa, in linea con i valori di Special Olympics.
5 maggio: incontro pubblico contro il bullismo
Il giorno successivo, martedì 5 maggio alle ore 16.00, presso la Sala della Pace, si terrà l’incontro pubblico dal titolo:“Special Olympics c’è… alleniamoci all’inclusione contro il bullismo”
Dopo i saluti istituzionali di:
Massimo Lenti, Presidente regionale Special Olympics
Lorenzo Bertinelli, Coordinatore per lo sport dell’Ufficio scolastico regionale
Aprirà i lavori il direttore regionale Edoardo Valecchi, a cui seguiranno:
Stefania Sotgia (Pres. Kiwanis “Cuore d’Italia”)
Miranda Crisopulli (neuropsichiatra infantile)
Matteo Simone (psicologo dello sport)
Massimo Fiori (Ass. Ruote a Spasso)
Marco Pennacchi (Cooperativa Il Cerchio)
Valeria Granelli (Ass. Peter Pan)
Andrea Duranti (Ass. Social Sport Spoleto)
A coordinare i lavori sarà Luca Ginetto (Presidente del Panathon Club Perugia).
In conclusione le testimonianze di Irene Orazi (oro ai World Games Berlino 2023) e degli atleti del gruppo sportivo Special Olympics.
Le testimonianze degli atleti Special Olympics
A chiudere l’incontro saranno le testimonianze dirette degli atleti, tra cui quella di Irene Orazi, medaglia d’oro ai World Games di Berlino 2023, insieme agli atleti del gruppo sportivo Special Olympics.
Un momento particolarmente significativo, capace di raccontare attraverso esperienze reali il valore dello sport come strumento di inclusione e riscatto.
Un’iniziativa condivisa sul territorio
L’evento gode del patrocinio di importanti realtà associative e istituzionali, tra cui il Panathlon Club Clitunno, il Lions Distretto 108L, l’Associazione Social Sport Spoleto e l’Associazione Il Sorriso di Teo.
Due giornate che mettono al centro lo sport come linguaggio universale, capace di abbattere barriere, contrastare il bullismo e costruire comunità più inclusive.
Dalla benedizione della Fiaccola a San Pietro al riconoscimento “Donne di Rita”: fede, solidarietà e impegno sociale al centro dell’edizione 2026
Un evento che unisce fede, comunità e solidarietà
Cascia si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più attesi dell’anno: la Festa di Santa Rita, in programma il 22 maggio 2026, capace di riunire migliaia di pellegrini da tutto il mondo.
Un evento che unisce spiritualità e partecipazione popolare, ma anche un forte impegno concreto verso i più fragili. La celebrazione, infatti, non è solo un momento di devozione, ma si traduce ogni anno in gesti solidali e iniziative benefiche, rinnovando il valore universale del messaggio di Santa Rita, simbolo di perdono, pace e speranza.
Il forte richiamo alla pace: da Cascia a Roma passando per Chicago
L’edizione 2026 è profondamente segnata dal tema della pace, in continuità con il messaggio della Santa e con le parole di Papa Leone XIV.
Un legame che si rafforza attraverso il gemellaggio tra Cascia e Chicago, città natale del Pontefice, dove è stata accesa la Fiaccola del Perdono e della Pace.
Il momento simbolico più atteso sarà il 20 maggio in Piazza San Pietro, quando il Papa benedirà la Fiaccola, suggellando un messaggio che attraversa confini e culture.
«La pace non è un’utopia, ma una scelta concreta», afferma la madre Badessa Suor Maria Grazia Cossu, sottolineando come oggi più che mai sia necessario non abituarsi alla guerra ma diventare, ciascuno nel proprio quotidiano, costruttori di pace.
La Fiaccola della pace: un simbolo che unisce i popoli
La Fiaccola rappresenta molto più di un segno: è un appello universale alla riconciliazione.
Il suo percorso – da Chicago a Roma fino a Cascia – crea un ponte tra comunità diverse, rafforzando un messaggio che invita a tradurre la pace in azioni concrete di dialogo, accoglienza e fraternità.
“Donne di Rita 2026”: storie di dolore trasformato in speranza
Il 21 maggio alle ore 10 saranno presentate le “Donne di Rita 2026”, protagoniste del riconoscimento internazionale che dal 1988 dà voce a donne testimoni di valori universali come pace, perdono e solidarietà.
L’edizione di quest’anno è dedicata a donne che hanno vissuto dolori profondissimi, trasformandoli in percorsi di amore e apertura agli altri:
Fanni Curi – ha trasformato la perdita del figlio in un impegno verso i più fragili
Lucia Di Mauro – ha scelto la via del perdono dopo l’uccisione del marito, avviando un percorso di riconciliazione
Mirna Pompili – ha testimoniato una straordinaria capacità di perdono dopo la perdita della figlia
Tre storie che dimostrano come la pace nasca da gesti concreti e quotidiani, anche nelle situazioni più difficili.
Il momento più atteso: il Solenne Pontificale
Il cuore della celebrazione sarà il Solenne Pontificale del 22 maggio alle ore 11, presieduto dal Cardinale Stanisław Dziwisz, Arcivescovo emerito di Cracovia.
Al termine della celebrazione, si terranno due momenti simbolici molto amati dai fedeli: la Supplica a Santa Rita,la Benedizione delle Rose, simbolo del miracolo e della devozione nel mondo
Un’occasione di intensa partecipazione spirituale che riunisce fedeli, religiosi e autorità.
Dalla devozione all’impegno: nasce l’Oasi Santa Rita
La Festa si traduce anche in un importante progetto sociale promosso dalla Fondazione Santa Rita da Cascia. Per il 2026 viene lanciata la campagna di raccolta fondi per l’Oasi Santa Rita, progetto del Monastero Santa Rita da Cascia, per creare una struttura ricettiva non profit che sorgerà a Porto Recanati, nelle Marche, e sarà dedicata all’accoglienza di persone con disabilità e delle loro famiglie.
Un progetto ambizioso che mira a garantire il diritto alla vacanza per tutti, promuovendo autonomia, inclusione, qualità della vita.
Con un investimento stimato di oltre 2,4 milioni di euro, per i soli lavori di ristrutturazione necessari, l’Oasi Santa Rita vuole diventare un luogo capace di generare cambiamento sociale concreto, trasformando la solidarietà in opportunità reale. Per sostenere il progetto vai QUI su festadisantarita.org
Un messaggio che attraversa il mondo
La Festa di Santa Rita 2026 si conferma così molto più di una celebrazione religiosa: è un messaggio globale di pace, speranza e solidarietà.Da Cascia al mondo, passando per Roma e Chicago, il messaggio è chiaro: la pace è una scelta possibile, da costruire ogni giorno, insieme.
Dalla ferita al perdono: la storia che rinasce
Al cuore della vita di Santa Rita si colloca un gesto di straordinaria forza: il perdono degli uccisori del marito. Non si tratta di una scelta semplice o spontanea, ma di un atto radicale di coraggio, responsabilità e libertà interiore.
In un’epoca segnata da faide e vendette familiari, dove l’odio si trasmetteva di generazione in generazione, Rita compie qualcosa di completamente nuovo. La sua decisione spezza una logica considerata quasi inevitabile: quella della violenza come risposta alla violenza.
Consapevole del rischio che i suoi figli potessero diventare assassini o vittime, sceglie una strada diversa. Sceglie la pace quando tutto spingerebbe alla vendetta, aprendo una possibilità inedita: quella di interrompere la catena dell’odio.
Una scelta di fede radicale
Il perdono di Rita nasce da una fede profonda. Nel suo cuore risuonano le parole del marito morente, che aveva già perdonato i suoi aggressori, e soprattutto l’esempio di Cristo crocifisso.
Per Rita, il perdono non è debolezza, ma atto di fede: significa credere che l’amore possa ricostruire ciò che è stato distrutto. È una scelta difficile, che richiede di andare contro il proprio istinto e il dolore subito.
Guardando a Cristo, Rita comprende che il perdono è l’unica via per ricominciare, per restituire vita a relazioni spezzate e riportare luce dove regnano lutto e violenza.
Spezzare la spirale della violenza
Educata da genitori chiamati “pacificatori di Gesù Cristo”, Rita porta dentro di sé un forte senso di giustizia e di responsabilità verso la comunità.
Non si limita a perdonare interiormente: compie un gesto pubblico e potente. Davanti a testimoni, bacia gli assassini del marito, dichiarando il suo perdono. Questo atto non è solo personale, ma sociale: è un messaggio rivolto a tutti.
Rita diventa così una donna capace di rompere una tradizione di violenza considerata normale, dimostrando che esiste un’altra via possibile.
La spina del dolore e il volto del nostro tempo
Il cammino di Rita si intreccia profondamente con il dolore umano, rappresentato simbolicamente dalla spina.
La Scrittura racconta che, dopo il peccato, la terra produce spine e cardi: segno di una realtà ferita, dove l’armonia originaria si è spezzata. Questo deserto si ripresenta ogni volta che l’odio divide gli uomini, trasformando fratelli in nemici.
Anche oggi viviamo in un tempo segnato da violenza, ingiustizia e sofferenza diffusa. La spina diventa simbolo di tutto ciò che pesa sull’umanità: la povertà ignorata, il futuro negato, il dolore innocente.
Accogliere la sofferenza per trasformarla
Rita non fugge il dolore, ma lo accoglie. Chiede di condividere la sofferenza di Cristo e porta su di sé una ferita che la isola e la conduce a una profonda solitudine.
Quella solitudine però non è vuota: diventa dialogo con Dio, preghiera, intercessione. Rita trasforma la sofferenza in amore, facendosi carico non solo del proprio dolore, ma anche di quello degli altri.
In questo modo, la spina non è più solo segno di sofferenza, ma diventa strumento di redenzione e di vicinanza agli altri.
Il perdono come rinascita
Il perdono, nella vita di Rita, non cancella il dolore, ma apre una possibilità nuova. È la scelta di chi non vuole lasciare che il male abbia l’ultima parola.
Accogliere l’altro, anche quando ha sbagliato, richiede un lungo cammino interiore. Significa combattere contro l’egoismo, la rabbia, il desiderio di giustizia immediata. Ma è proprio questa lotta che rende il perdono così potente.
Rita ci insegna che ricominciare è possibile, anche dopo le ferite più profonde.
Un messaggio ancora attuale
La storia di Santa Rita non appartiene solo al passato. È un messaggio vivo, che parla al nostro presente.
In un mondo segnato da divisioni e conflitti, la sua testimonianza invita a scegliere la pace, anche quando sembra impossibile. Ci ricorda che ogni gesto di perdono può cambiare non solo una vita, ma anche una comunità.
Rita ci insegna a togliere dalle nostre relazioni le spine dell’odio e dell’indifferenza, per lasciare spazio a ciò che davvero costruisce: l’amore.
Un grande evento musicale dedicato a Santa Rita e Sant’Agostino con giovani talenti e maestri di eccellenza
Un appuntamento speciale nel cuore di Cascia
Sabato 2 maggio 2026 alle ore 21.00, la Basilica di Santa Rita a Cascia ospiterà un evento musicale di grande suggestione: “Cascia in musica: Orchestra d’archi per Santa Rita e Sant’Agostino”, con protagonista l’Auditorium Chamber Orchestra.
Un concerto che unisce spiritualità, arte e giovani talenti, offrendo al pubblico un’esperienza intensa e coinvolgente in uno dei luoghi simbolo della devozione a Santa Rita.
Una giovane orchestra tra talento e passione
L’Auditorium Chamber Orchestra APS è composta da circa quindici giovani musicisti tra i 12 e i 25 anni, accomunati dal desiderio di fare musica insieme e crescere attraverso esperienze artistiche significative. Nata nel 2021, l’orchestra ha già realizzato numerosi concerti in tutta Italia, distinguendosi per la qualità delle esecuzioni e l’originalità del repertorio .
Il programma musicale spazia tra epoche e generi, dal barocco al classico, fino al pop e alle colonne sonore, in un dialogo armonioso tra tradizione e contemporaneità.
I Maestri: guide di eccellenza
A dirigere e accompagnare i giovani musicisti saranno artisti di grande esperienza: Danilo Lo Presti, direttore artistico e violinista, Biancamaria Targa, pianoforte, Alessandra Juvarra, violoncello, Elene Sanadze, soprano. Grazie alla loro guida, il concerto sarà non solo un momento artistico di alto livello, ma anche un’occasione di crescita e condivisione.
Musica, fede e comunità
Il concerto si inserisce in un contesto di grande valore spirituale, celebrando Santa Rita e Sant’Agostino attraverso la musica. Un’iniziativa che rafforza il legame tra cultura, fede e comunità, valorizzando i giovani e promuovendo la bellezza come strumento di incontro.
Un invito aperto a tutti
L’appuntamento è aperto a tutti coloro che desiderano vivere una serata speciale all’insegna della musica e della spiritualità, lasciandosi trasportare dalle note di una giovane orchestra capace di emozionare e coinvolgere.
Quando il dolore sembra togliere tutto, nasce una domanda
Come è possibile parlare di speranza dentro il vuoto? Come si può continuare a credere quando la vita è attraversata da lutti, solitudine e ferite profonde?
Il binomio tra vuoto e speranza appare, a prima vista, contraddittorio, quasi impossibile. Eppure è proprio lì, nel cuore dell’assenza, che può nascere una forma nuova di speranza, più autentica e più resistente.
La Pasqua: dal vuoto alla vita
Il mistero cristiano ci consegna un’immagine potente: una tomba vuota. Un segno incomprensibile per chi non crede, ma una rivelazione per chi ha fede.
Nel vuoto lasciato da Cristo risorto si manifesta la vittoria dell’amore sulla morte. È proprio da quel vuoto che nasce la speranza pasquale, una speranza che non è illusione ma certezza: la vita può rifiorire anche dopo la perdita più grande.
Santa Rita: abitare il vuoto senza perdere la speranza
In questo orizzonte si comprende la testimonianza di Santa Rita da Cascia.La sua vita è attraversata da prove durissime: la perdita dei genitori, la morte del marito, la scomparsa dei figli e il rifiuto iniziale del monastero. Un susseguirsi di vuoti che avrebbero potuto spegnere ogni speranza.
E invece Rita non si lascia indurire dal dolore. Nel cuore della solitudine custodisce una certezza più forte: la speranza che nasce dalla fede nel Risorto.
La solitudine trasformata dalla preghiera
La solitudine entra nella vita come un vuoto che sembra togliere tutto. Rita la vive fino in fondo, ma sceglie di non restarne prigioniera.
Attraverso una preghiera costante davanti al Crocifisso, impara a guardare oltre il presente. Il suo sguardo si trasforma, il cuore si apre al perdono, e anche il dolore più profondo non diventa chiusura, ma occasione per amare.
Una speranza più vera nasce proprio nel vuoto
Il vuoto, allora, non è solo assenza. È uno spazio in cui Dio opera, liberandoci dalle illusioni e aprendoci a una dimensione più autentica. Il dolore non distrugge la speranza, ma la purifica. La rende più profonda, più stabile, più vera.
Il messaggio per oggi
In un tempo segnato da fragilità e incertezze, l’esperienza di Santa Rita ci invita a non fermarci alla superficie del dolore. Ci ricorda, con forza, che il male non ha l’ultima parola, che la solitudine non è definitiva e che l’amore può vincere anche la morte.
Conclusione: trasformare il vuoto in vita
Il vuoto che tanto temiamo può diventare il luogo in cui nasce qualcosa di nuovo. Come nella Pasqua, come nella vita di Santa Rita, è proprio lì che può germogliare la speranza più autentica.
Preghiamo il Risorto perché ci insegni a trasformare ogni vuoto in uno spazio di vita, affidandoci alla luce della sua resurrezione.
Una vita interamente vissuta nell’ascolto
Se si dovesse racchiudere tutta la vita di Santa Rita in una sola parola, quella più autentica e completa sarebbe senza dubbio: ascolto.
Rita è stata una donna capace di restare in ascolto sempre, anche nei momenti più difficili, quando il silenzio sembrava pesante e Dio appariva lontano. Eppure, proprio in quel silenzio, ha imparato a riconoscere una presenza, a cogliere un senso, a lasciarsi guidare.
La sua esistenza è stata un continuo esercizio di attenzione alla vita, alle persone, a Dio. Un ascolto che non si è mai fermato, nemmeno nel dolore.
L’ascolto che nasce in famiglia
L’ascolto di Rita affonda le sue radici nella sua famiglia. Fin da bambina ha imparato osservando e vivendo relazioni autentiche: ha ascoltato i suoi genitori, i loro dialoghi, il modo in cui accoglievano e aiutavano gli altri.
Non era solo un ascolto fatto di parole, ma anche di sguardi, di gesti, di silenzi. È così che ha imparato che chi riceve ascolto, a sua volta impara ad ascoltare. Questa capacità l’ha accompagnata poi nella vita di sposa e di madre, nel rapporto con il marito e con i figli, anche nelle situazioni più dolorose e complesse.
Ascoltare è il primo gesto d’amore
L’ascolto non è semplice. È spesso faticoso, richiede pazienza, tempo, disponibilità ad accogliere anche ciò che fa male. Eppure è proprio questo che lo rende così prezioso: ascoltare significa fare spazio all’altro dentro di sé, accoglierlo senza giudizio, lasciarlo esistere.
Chi ama davvero ascolta. Anche quando le parole dell’altro feriscono, anche quando aprono domande difficili. Perché l’ascolto è una forma concreta di amore, la più profonda e la più generativa.
L’ascolto del cuore e della vita
Santa Rita ha saputo ascoltare tutte le persone che la vita le ha posto accanto: i genitori, il marito, i figli, perfino coloro che erano coinvolti nella violenza che ha segnato la sua storia. Il suo ascolto era filtrato da un amore più grande, quello per Cristo, che le ha insegnato a guardare ogni situazione con uno sguardo capace di generare vita.
Dall’esperienza con gli agostiniani di Cascia ha imparato che il vero ascolto nasce nel profondo del cuore, là dove abita l’amore. Non è solo un atto esteriore, ma un atteggiamento interiore che trasforma.
Ascoltare Dio per imparare ad ascoltare gli altri
Nella preghiera e nella vita spirituale, Rita ha vissuto un ascolto ancora più profondo: quello della Parola di Dio. Nel silenzio, nella contemplazione, ha lasciato che quella Parola crescesse dentro di lei, fino a portare il frutto più maturo: il perdono.
Questo ci insegna che esiste un legame profondo tra i due ascolti: chi non ascolta gli altri, non riesce ad ascoltare Dio e chi ascolta Dio, impara davvero ad ascoltare gli altri
Una lezione per la nostra vita
Nel decimo giovedì dedicato a Santa Rita, siamo invitati a fermarci e a riscoprire il valore dell’ascolto. Un ascolto che non è passivo, ma attivo, profondo, capace di accogliere e trasformare. Un ascolto che diventa cura, relazione, amore.
Da Rita impariamo che ascoltare è dare spazio alla vita, difenderla, promuoverla ogni giorno, anche nelle difficoltà.
Una preghiera da portare con noi
Chiediamo anche noi la grazia di un cuore capace di ascoltare: ascoltare Dio, ascoltare gli altri, ascoltare la vita.Perché solo così possiamo imparare ad amare davvero.
Preparare il cuore alla Resurrezione
Ci prepariamo a vivere la Pasqua del Signore, ma il primo invito è a prepararla non solo liturgicamente: siamo chiamati a preparare la Pasqua della nostra vita.
Gesù prepara la Pasqua in anticipo, perché l’Amore non si improvvisa: è una scelta consapevole, vissuta con libertà e cura. Egli affronta la Passione con fedeltà a un cammino, e questo ci consola: il dono della Sua vita nasce da un’intenzione piena, da un amore vero e deciso.
Un Dio che ci precede
La sala al piano superiore è già pronta: questo segno ci ricorda che Dio ci precede sempre. Prima ancora che comprendiamo il nostro bisogno di accoglienza, Lui ha già preparato per noi uno spazio: il nostro cuore, luogo in cui possiamo sentirci suoi amici.
Eppure Gesù chiede ai discepoli di collaborare, pur avendo già disposto ogni cosa. È un insegnamento prezioso: la grazia non annulla la libertà, ma la risveglia. Il dono di Dio non elimina la responsabilità dell’uomo, ma la rende feconda.
La luce della Risurrezione
La Resurrezione di Gesù Cristo è un evento che non smette mai di stupire. Più la contempliamo, più ci avvolge di meraviglia: è una luce affascinante e potente, che attira e trasforma.
È un’esplosione di vita e di gloria che cambia la storia dell’umanità, non con clamore, ma con umiltà e mitezza — quelle stesse qualità che rendono grande l’uomo.
Dalla tristezza alla speranza
Spesso la vita è attraversata dalla stessa tristezza dei discepoli di Emmaus, delusi e smarriti davanti alla croce. Anche noi rischiamo di pensare che il dolore sia l’ultima parola.
Eppure Cristo è Risorto e cammina accanto a noi, anche quando non lo riconosciamo. È la tristezza che offusca lo sguardo, è la delusione che chiude il cuore.
Ma il Risorto, con pazienza, riaccende la speranza. E nel gesto dello spezzare il pane, gli occhi si aprono, il cuore si risveglia, e la gioia torna a fiorire.
Un augurio di speranza
Qual è allora l’augurio per questa Santa Pasqua?
Come ci ricorda il Santo Padre Leone XIV: “Restiamo vigili ogni giorno nello stupore della Pasqua di Gesù Risorto. Lui solo rende possibile l’impossibile”.
Con questo spirito, la Comunità monastica desidera raggiungere ciascuno con un augurio semplice e profondo:
Santa Pasqua di Resurrezione!
Cristo è Risorto, sì, è veramente Risorto!
Sr. Maria Grazia Cossu, Badessa, e la Comunità
L’11 e il 12 aprile 2026 Cascia torna l’appuntamento più atteso per i membri della Pia Unione Primaria di Santa Rita: l’Incontro generale. Un momento che da anni rappresenta il cuore della vita della comunità ritiana e che, proprio nel ventennale, assume un significato ancora più profondo.
Non si tratta di un’iniziativa nata per i 20 anni, ma di una tradizione consolidata che ogni anno richiama affiliati, gruppi e devoti da tutta Italia e dall’estero. Quest’anno, però, l’incontro sarà anche il centro simbolico di un anniversario speciale, che celebra due decenni di fede condivisa nel nome di Santa Rita da Cascia.
Durante le due giornate entreranno
ufficialmente nella Pia Unione nuovi gruppi oggi in formazione, segno di una
realtà viva e in continua crescita.
La lampada dei 20 anni: una luce che attraversa l’Italia
Il segno più forte e innovativo del ventennale è la lampada ad olio “20 anni insieme”. Consegnata durante gli incontri regionali che si svolgeranno lungo tutto il 2026, la lampada – raffigurante Santa Rita e il logo celebrativo – sarà accesa nei santuari che la accoglieranno e nei territori limitrofi per tutto l’anno. Un gesto semplice ma profondamente simbolico: una luce che percorre l’Italia, da regione a regione, creando un legame spirituale tra tutte le comunità della Pia Unione.
La lampada sarà accesa anche a Cascia durante l’Incontro generale dell’11 e 12 aprile, diventando il punto di incontro ideale di questo cammino diffuso. Una fiamma condivisa che unisce idealmente migliaia di fedeli in un’unica preghiera.
Una storia lunga 20 anni: dalle origini a oggi
Il 2026 segna i vent’anni dalla nascita della Pia Unione Primaria, rifondata nel 2006 grazie all’impegno di fedeli e alla guida di padre Ludovico Maria Centra, e di Alessandra Paoloni con il sostegno del Monastero di Santa Rita.
Da allora, la Pia Unione è cresciuta fino a coinvolgere circa 10.000 iscritti nel mondo, con una presenza particolarmente significativa in Sicilia, seguita da Puglia, Calabria e Campania. Attraverso incontri generali e regionali, la Pia Unione ha dato vita a una rete viva di gruppi, luoghi di preghiera, fraternità e testimonianza cristiana, capaci di portare il messaggio di speranza di Santa Rita anche nelle realtà più difficili.
Segni concreti di appartenenza
Per accompagnare questo anniversario, sono stati realizzati alcuni segni commemorativi: un santino dedicato ai 20 anni, una spilla con il logo “20 anni insieme”, una spilla più grande per gli stendardi dei gruppi, uno zaino celebrativo. Oggetti che raccontano un’identità condivisa e custodiscono la memoria di un cammino lungo vent’anni.
Un dono al Papa e uno sguardo al futuro
Tra le iniziative del ventennale anche un dono speciale al Papa, segno di comunione con la Chiesa universale. Ma il significato più profondo di questa ricorrenza guarda avanti: la Pia Unione continua a crescere, coinvolgendo nuove generazioni e rafforzando la propria presenza nelle comunità locali.
Una fede che unisce
L’Incontro generale dell’11 e 12 aprile a Cascia e la lampada che attraverserà l’Italia per tutto il 2026 raccontano la stessa realtà: una comunità unita, capace di trasformare la devozione in relazione, la preghiera in legame.
Vent’anni insieme non sono solo un traguardo, ma l’inizio di un nuovo cammino, illuminato dalla luce di Santa Rita.
Ci prepariamo a vivere i giorni intensi e solenni dedicati a Santa Rita, in un percorso di preghiera, incontro e spiritualità che ci accompagnerà verso la festa del 22 maggio.
La Festa per tutti
Siamo già pronti ad accogliere fedeli e pellegrini provenienti da tutto il mondo, nel segno della pace, del perdono e della speranza.
Per consentire a tutti di partecipare a questo grande evento di fede, le principali celebrazioni saranno trasmesse in diretta sui canali social ufficiali del Monastero, rendendo la Festa di Santa Rita un’esperienza condivisa e accessibile ovunque. Scopri qui come seguire gli appuntamenti sul canale youtube Santa Rita da Cascia Agostiniana e anche sui canali Facebook e Instagram.
Speciale Rosario per la Pace, in Basilica e in streaming, per la Novena di Santa Rita
Novità di quest’anno è il Rosario per la Novena di Santa Rita, in programma dal 12 al 20 maggio, alle ore 21.00 in Basilica.
Sarà un momento di profonda preghiera comunitaria, in cui le voci delle monache e dei padri della famiglia agostiniana di Cascia si uniranno a quelle dei fedeli presenti, dando forma a un’unica grande invocazione. Lo speciale Rosario diventerà anche un’esperienza aperta a tutti, permettendo a chiunque, ovunque si trovi, di partecipare spiritualmente a questo appuntamento quotidiano, grazie alla diretta streaming sui social del Monastero.
Ogni sera sarà un’occasione per elevare la preghiera al Cielo, affidando all’intercessione della Madonna e di Santa Rita le intenzioni di pace per il mondo e per i cuori di ciascuno.
Programma generale
12–20 maggio – Novena di Santa Rita Basilica di Santa Rita
Ogni giorno, animato dalle comunità cristiane della Diocesi: Ore 16:00 – Visita del Monastero e racconto della storia e del messaggio di Santa Rita Ore 17:00 – Percorso guidato in Penitenzieria e possibilità di confessarsi Ore 18:00 – Celebrazione Eucaristica e passaggio all’Urna di Santa Rita Diretta sul canale youtube Santa Rita da Cascia Agostiniana
Ore 21:00 – Basilica di Santa Rita da Cascia Processione per le vie della città con il tradizionale Stendardo, che ricorda l’ingresso di Rita in Monastero. Momento di forte partecipazione popolare e spirituale
Ore 21:00 – Roccaporena Arrivo della Fiaccola ed evento “Sulle orme di Rita”, con preghiera e salita allo Scoglio
21 maggio – Vigilia della Festa
Ore 9:00 – Palazzo del Comune Ufficializzazione del patto del Gemellaggio. Accoglienza della delegazione da Chicago da parte del Comune.
Ore 10:00 – Sala della Pace Presentazione del “Riconoscimento Internazionale Santa Rita 2026” e delle “Donne di Rita”: Mirna Pompili, Lucia Di Mauro, Fannì Curi. Conduce Giacomo Marinelli Andreoli, Direttore di Umbria TV
Ore 16:30 – Basilica di Santa Rita Santa Messa per la Famiglia Agostiniana, presieduta dal Priore Generale degli Agostiniani, Padre Joseph Farrell Al termine, consegna del “Riconoscimento internazionale Santa Rita” e messaggio della Madre Badessa del Monastero Santa Rita da Cascia, Suor Maria Grazia Cossu Diretta sul canale youtube Santa Rita da Cascia Agostiniana
Ore 20:30 – Piazza Garibaldi Raduno dei gonfaloni dei Comuni partecipanti, delle Autorità Civili, Religiose e Militari. Corteo verso il Santuario
Ore 20:45 – Roccaporena Benedizione moto e motociclisti; a seguire consegna della Fiaccola del Perdono e della Pace ai motociclisti e moto-fiaccola verso Cascia
Ore 21:30 – Basilica di Santa Rita Accoglienza della delegazione di Chicago, delle autorità e delle Donne Premiate: scambio dei doni. Arrivo della Fiaccola della Pace e del Perdono. Accensione tripode e ingresso in Basilica per la consegna della lampada votiva alla badessa per l’Urna di Santa Rita e preghiera di affidamento Diretta sul canale youtube Santa Rita da Cascia Agostiniana, su Facebook e Instagram
22 maggio – Solennità di Santa Rita
Ore 6:00 – CASCIA –Suono festoso delle Campane Ore 6:00, 7:00, 8:00, 9:00 – Ss Messe nella SALA DELLA PACE Ore 10:00, 11:30, 12:30 – Ss Messe nella BASILICA INFERIORE Dalle ore 7:00 alle 12:00 – MONASTERO DI S. RITA visita continuata, al pomeriggio: 14:30 – 15:30 – 17:00
Ore 10:30 – Sagrato della Basilica Arrivo della processione da Roccaporena con la statua di Santa Rita e il Corteo Storico che rievoca la vita di Santa Rita, accompagnati dalla Banda “Giovanni e Donato” da Cascia
Ore 11:00 – Sala della Pace Solenne Pontificale presieduto dal Cardinale Stanisław Dziwisz, Arcivescovo emerito di Cracovia Anima la liturgia la Corale Santa Rita da Cascia
Ore 12:30 – Sagrato della Basilica Supplica a Santa Rita e Benedizione delle Rose
Ore 18:00 – Basilica di Santa Rita Santa Messa per i benefattori e le benefattrici della Basilica, presieduta dal Rettore della Basilica, Padre Giustino Casciano Diretta sul canale youtube Santa Rita da Cascia Agostiniana
Un tempo di grazia e partecipazione
La Festa di Santa Rita rappresenta ogni anno un momento di intensa spiritualità che unisce la comunità agostiniana, la città di Cascia e i pellegrini di tutto il mondo.
Il Monastero invita tutti i fedeli a partecipare alle celebrazioni e a seguirle anche attraverso la diretta streaming sui canali ufficiali.
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